Pompei, ecco il primo fast food dell'antichità: ha duemila anni

Pompei, ecco il primo fast food dell'antichità: ha duemila anni
di Laura Larcan
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Venerdì 29 Marzo 2019, 12:54 - Ultimo aggiornamento: 13:41

L'ultimo servizio prima della distruzione. Il bancone dove i clienti oridinavano i pasti caldi a pranzo, il magazzino di anfore e anforette per servire le bevande richieste. Eccolo, il fast food di Pompei che riaffiora dagli scavi della Regio V, la porzione della città vesuviana al centro, nell'ultimo anno, di nuove campagne di indagini diffuse da parte della direzione del parco archeologico. Un luogo mai indagato prima, rimasto sotto strati e strati di ceneri, e che regala ormai una sorpresa dopo l'altra.

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L'ultima è stata annunciata oggi, dalla direttrice ad interim Alfonsina Russo. Si tratta di un "Termopolium", una sorta di bar-tavola calda della città, assai in voga nell'antichità (Ostia Antica ne ha degli esempi straordinari). Non è il primo trovato a Pompei, certo, visto che qui se ne contano già un'ottantina. Ma questo riaffiora dalla ormai leggendaria Regio V, intatto nelle sue decorazioni e nei suoi arredi. Il colpo d'occhio è sorprendente.
 

 

Spiccano, subito, le decorazioni ad affresco del bancone che raffigurano su un lato, una elegante e vezzosa Nereide, creatura del mare che siede su un cavallo immersa in un ambiente marino.  Accanto, sulla sinistra, una illustrazione: molto probabilmente rappresenta l’attività stessa che si svolgeva nella bottega, quasi come un’insegna commerciale per attirare i clienti di passaggio e consumare i pasti caldi. A completare la suggestione del luogo è il ritrovamento di anfore poste davanti al bancone, al momento dello scavo. Una scena che riflette esattamente l’immagine dipinta. Anfore intatte che rievocano ora gli ultimi momenti di vita di questo locale, prima che lapilli e ceneri incandescenti coprissero tutto.

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