Laila morta sul lavoro, sul telefonino aveva segnalato i guasti. E c'è un secondo indagato

Laila morta sul lavoro, sul telefonino aveva segnalato i guasti. Il ragazzo: «La fustellatrice si bloccava»
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Venerdì 6 Agosto 2021, 11:00 - Ultimo aggiornamento: 7 Agosto, 11:16

Laila morta sul lavoro, emergono novità: sul telefonino di Laila El Harim, l'operaia 40enne morta martedì mattina in un'azienda nel Modenese intrappolata in un macchinario, ci sarebbero le foto della fustellatrice, l'apparecchio che serve per sagomare materiali da imballaggi in cui la donna ha trovato la morte. Immagini che lei stessa avrebbe scattato per segnalare problemi tecnici. Lo riporta la stampa locale.

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Del macchinario «se ne lamentava spesso», dice il compagno Manuele Altiero a Repubblica Bologna: «Diceva che la fustellatrice si bloccava, che non andava. E spesso dovevano intervenire gli elettricisti». Laila, riferisce Altiero anche alla Gazzetta di Modena, annotava alcune considerazioni sulla giornata lavorativa su un diario. «Un giorno sì e uno no - dice l'uomo a proposito della fustellatrice - raccontava che doveva venire un elettricista per metterla a posto». Su funzionamento del macchinario e dinamica dei fatti è al lavoro la Procura di Modena che sulla morte di Laila ha aperto un fascicolo per omicidio colposo nel quale è indagato al momento il legale rappresentante dell'azienda, la Bombonette di Camposanto. 

 

Secondo indagato - C'è intanto un secondo indagato in procura a Modena per la morte di Laila. Dopo aver iscritto il legale rappresentante dell'azienda che si occupa di packaging nel fascicolo per omicidio colposo, i pm hanno aggiunto anche il nipote del legale rappresentante stesso, vale a dire il delegato alla sicurezza dell'azienda.

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