Luana D'Orazio, indagato il marito della titolare della fabbrica tessile: «Presunta disattivazione di una fotocellula»

Luana D'Orazio, indagato il marito della titolare della fabbrica tessile: «Presunta disattivazione di una fotocellula»
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Lunedì 31 Maggio 2021, 13:27 - Ultimo aggiornamento: 1 Giugno, 09:55

Il marito della titolare dell'azienda tessile di Montemurlo dove lavorava Luana d'Orazio è indagato. L'avviso di garanzia è stato notificato a casa sua stamattina sul presto. Daniele Faggi, questo il nome dell'uomo, sarebbe accusato degli stessi reati della moglie, Luana Coppini e del tecnico manutentore Mario Cusimano: omicidio colposo nonchè rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

 

 

Il capo d'accusa

Secondo quanto appreso, Daniele Faggi sarebbe indagato come amministratore di fatto della ditta e come addetto alla manutenzione dell'orditoio in cui morì Luana D'Orazio. La contestazione del reato di rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro, contestato anche agli altri due indagati, si riferirebbe alla presunta disattivazione di una fotocellula che regola l'abbassamento automatico del cancello di sicurezza dell'orditoio. In base ai primi accertamenti eseguiti, il sensore sul macchinario sarebbe stato presente e perfettamente funzionante, ma in qualche modo disattivato al momento dell'incidente in cui ha trovato la morta la giovane madre. Nei giorni scorsi in procura a Prato c'è stato l'interrogatorio di Mario Cusimano, indagato in quanto anche lui manutentore nell'azienda: sarebbe stato ascoltato su aspetti tecnici relativi al funzionamento dei macchinari. Non è ancora stata sentita invece la titolare dell'orditura Luana Coppini. Secondo quanto emerso, il suo interrogatorio non sarebbe ancora stato fissato in attesa di conoscere gli esiti degli esami sulla memoria dell'orditoio, 'una sorta di scatola nerà che raccoglie alcune dati sull'attività del macchinario.

La madre a “La Nazione”: «Cosa mi raccontava Luana»

Notifica che arriva qualche giorno dopo l'intervista al quotidiano fiorentino “La Nazione” della madre di Luana, Emma Marrazzo, sulle condizioni di lavoro nella fabbrica tessile del pratese: «Quando tornava a casa mi raccontava che lavorava tanto e che era quasi sempre sola» riporta la donna «Io le raccomandavo di dire qualcosa in azienda, ma lei rispondeva che tanto era inutile, che faceva quello che le veniva detto. Però mi aveva anche raccontato di aver fatto presente che lei non poteva stare sola, doveva essere affiancata da qualcuno in quanto apprendista e che se ci fosse stato un controllo ci sarebbero stati problemi» ha raccontato Emma Marrazzo, ricordando cosa le avesse detto la figlia sulla sicurezza nella fabbrica di Montemurlo.

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Le vittime sul lavoro in Toscana

Solo poci giorni fa i sindacati hanno ricordato le vittime sul lavoro, riportando tra queste quella di Luana: «Sono 14 le vittime sul lavoro da inizio anno in Toscana. Solo da aprile a oggi sono 3 gli incidenti mortali: Luana D'Orazio, giovane madre di 23 anni uccisa da un'orditoio in una fabbrica nel pratese, un anziano rimasto schiacciato sotto il trattore e un operaio deceduto appena due giorni fa mentre stava lavorando in una pista ciclabile vicino a Castiglion della Pescaia», ricordano i sindacati.

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