ARCELORMITTAL

Ilva, operai in trincea: insubordinazione per evitare lo stop degli impianti

Sabato 16 Novembre 2019
Ilva, operai in trincea: insubordinazione per evitare lo stop degli impianti

Il 4 dicembre si avvicina e la soluzione sembra drammaticamente lontana ma gli operai dell'ex Ilva di Taranto non vogliono rendersi complici della morte della fabbrica. Due settimane per resistere con il cronoprogramma di sospensione degli impianti consegnato da ArcelorMittal che ha fatto scattare il conto alla rovescia. E l'idea dell'insubordinazione annunciata ieri dal leader della Uilm Rocco Palombella, per non spegnere gli impianti viene rilanciata anche oggi da Francesco Brigati, coordinatore delle Rsu Fiom dell'ex Ilva e componente della segreteria provinciale della Fiom, che parla dell'ipotesi di «una sorta di sciopero al contrario». Anche se, precisa, «ogni decisione comunque andrà condivisa con le altre sigle e i lavoratori».

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Le Rappresentanze sindacali unitarie dei sindacati metalmeccanici hanno convocato per lunedì mattina, alle ore 11, il consiglio di fabbrica dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal di Taranto, allargato ai delegati sindacali delle imprese dell'indotto, per decidere eventuali iniziative di mobilitazione. Brigati afferma che si stanno «prendendo in considerazione anche modalità che sarebbero diverse dalle forme solite, come manifestazioni classiche o scioperi».

Il problema, fa rilevare l'esponente della Fiom, è che «anche se gli altiforni restano in marcia, il governo deve chiedere di garantire le materie prime per consentire il proseguimento delle attività e della loro funzione. Senza materie prime la produzione si ferma». A favore dell'insubordinazione si sono già espressi i sindacati del settore elettrico, annunciando che «i lavoratori delle centrali non procederanno ad alcuna fermata degli impianti e di conseguenza rigettano al mittente la improvvida comunicazione aziendale».

Le segreterie Filctem-Cgil, Flaei-Cisl Reti, Uiltec-Uil e Ugl-Chimici spiegano che «anche il settore elettrico rischia di subire una notevole ripercussione occupazionale dalla parziale e/o totale chiusura degli impianti produttivi dello stabilimento Ilva. Sono 100 i dipendenti diretti, al netto dell'indotto, più 9 lavoratori già in Cigs, allocati nelle due Centrali elettriche (Cet 2 e Cet 3)».
 

 

Rischia di deflagrare anche la vertenza dell'indotto. Le imprese che attendono il saldo delle fatture da parte di ArcelorMittal aspetteranno fino a lunedì. «Se questi soldi non arriveranno - teme Vincenzo Castronuovo della Fim Cisl - è molto probabile che le aziende metteranno in libertà i dipendenti. Siamo già stati convocati da Confindustria Taranto per martedì prossimo. Bisogna fare di tutto per disinnescare quella che sta già diventando una vera bomba sociale».

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