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Ilva, Tesoro pronto a versare i 400 milioni per l'ingresso dello Stato: Draghi chiama Bernabé a fare il presidente

Ilva, Tesoro pronto a versare i 400 milioni per l'ingresso dello Stato: Draghi chiama Bernabé a fare il presidente
di Giusy Franzese
3 Minuti di Lettura
Martedì 13 Aprile 2021, 20:54

IL RILANCIO
ROMA Il decreto è pronto, tra oggi e domani sarà firmato dal ministro dell'Economia: 400 milioni di euro saranno trasferiti ad Invitalia per procedere con l'acquisto del 50% delle quota di ArcelorMittal Italia. L'ex Ilva inizierà la nuova avventura con la gestione pubblica-privata che dovrebbe consentire il rilancio dell'acciaieria di Taranto, la più grande d'Europa.
Il ritorno dello Stato nel siderurgico avverrà, così come da accordi siglati a dicembre scorso, con un aumento di capitale di Ami (il braccio italiano del colosso mondiale ArcelorMittal): con l'apporto di 400 milioni cash da parte di Invitalia (agenzia 100% del Ministero dell'Economia) lo Stato diventerà socio al 50% e avrà diritto a tre membri su sei del consiglio di amministrazione, compreso il presidente (l'ad per ora resta di nomina di Ami), per la cui carica in pole position c'è Franco Bernabè. Non sarà quindi solo una iniezione di risorse, ma lo Stato metterà le sue competenze nella gestione dell'acciaieria che da anni è in forte crisi.
LA SPADA DI DAMOCLE

L'ingresso nel capitale arriva in ritardo rispetto agli accordi presi. A far rallentare la procedura non solo il cambio di governo, ma soprattutto la spada di Damocle che pende sull'azienda (a seguito di un'ordinanza del sindaco di Taranto, confermata dal Tar, ma poi sospesa dal Consiglio di Stato) della chiusura degli altiforni. Un'eventualità che di fatto significherebbe la morte dell'impianto. Perché è pur vero che il piano industriale e l'accordo di dicembre prevedono un parziale passaggio alla decarbonizzazione, ma la sostituzione degli altiforni tradizionali con quelli elettrici non è come cambiare l'automobile: servono anni. Il piano prevede l'affiancamento di due forni tradizionali con due forni elettrici, e non è escluso che il governo chieda una maggiore incidenza dei forni elettrici. A maggior ragione serve tempo. Il 13 maggio il Consiglio di Stato entrerà nel merito della questione altiforni, il Mef prima di firmare il decreto ha atteso il parere dell'Avvocatura dello Stato.
Lo sblocco dei 400 milioni di euro contribuirà a rendere meno teso il clima attorno all'acciaieria di Taranto, travolta in questi giorni anche dalle polemiche sulla sicurezza e sul licenziamento di un operaio. Ieri i sindacati di categoria hanno proclamato 24 ore di sciopero per il 23 aprile. E la stessa azienda ha più volte invitato il governo a rispettare gli impegni, minacciando in caso contrario la «riduzione dei livelli di produzione». Giovedì i sindacati confederali sono stati convocati da Giorgetti al Mise «per un incontro sui temi economici». Non è difficile immaginare che l'Ilva sarà uno degli argomenti principali spesi dal ministro per dimostrare la buona volontà a risolvere le tante crisi industriali che affliggono il Paese.
Giusy Franzese
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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