ANGELO BORRELLI

Coronavirus, bollettino Italia: 105.792 casi, 12.428 morti (+837), 15.729 guariti (+1.109). Raggiunto picco, misure almeno fino a Pasqua

Martedì 31 Marzo 2020
Coronavirus, bollettino Italia: 105.792 casi, 12.428 morti (+837), 15.729 guariti (+1.109)

Il bollettino sulla situazione Coronavirus in Italia del 31 marzo 2020: con più di 105mila contagiati, oltre 77mila italiani tuttora positivi e quasi 12mila e 500 morti, l'Italia raggiunge il picco del contagio per il coronavirus. Ma l'apice non è una vetta quanto piuttosto un 'plateaù, un altopiano di montagna che va attraversato prima che si possa cominciare ad intravedere la discesa.

LEGGI ANCHE Lombardia, morti ancora in calo: +381. Negativo saldo accessi terapia intensiva
LEGGI ANCHE Per gli esperti se sconfitto tornerà in autunno: «Ma saremo pronti»

Ad un mese e mezzo di distanza da quel 20 febbraio quando a Codogno è stato diagnosticato il coronavirus al 38enne Mattia, gli scienziati pronunciano la parola tanto attesa da tutta Italia. Che non significa però la fine delle misure di contenimento e del distanziamento sociale: per le prime, si andrà avanti almeno fino a Pasqua; al secondo, dovremmo abituarci per mesi. E che si sia arrivati al picco non è certo una vittoria, con i numeri della pandemia che rappresentano la fotografia più cruda della catastrofe, assieme ai camion militari che continuano a portare le bare verso i forni crematori in tutta Italia.

CLICCA QUI per scaricare la tabella delle regioni in pdf

LEGGI ANCHE Frenata del virus in Toscana: 196 nuovi casi, mai così pochi, e 13 morti in più. I contagi arrivano a 4.608

Anche oggi un'ecatombe: 837 vittime in un giorno, 35 l'ora. Nella tragedia ci sono però anche numeri 'positivì: continuano a calare i ricoverati negli ospedali: il 26 marzo l'incremento era stato di 1.276 nuovi malati, sabato di 710, domenica di 409, lunedì di 397. Con la Lombardia che ospedalizza 'solò 68 nuovi pazienti e l'Emilia che ne ha invece 14 in meno. Calano anche i nuovi ingressi in terapia intensiva: oggi sono 42, ieri erano 75, il 26 marzo 120. Per la prima volta, inoltre, la Lombardia fa registrare due pazienti in meno in terapia intensiva. E anche se si vanno a guardare le percentuali, i numeri confermano il rallentamento: l'incremento del totale dei contagiati passa dal 4,15% di lunedì al 3,98% di oggi e quello delle terapie intensive dall'1,92% all'1,06%. Dati, numeri, percentuali che per gli scienziati hanno un valore preciso.

«La curva ci dice che siamo al plateau e dire che siamo al plateau vuol dire che siamo arrivati al picco» sottolinea il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro, che però avverte: «non vuol dire che abbiamo conquistato la vetta e che è finita» perché «il picco non è una 'puntà ma un pianoro e ora dobbiamo scendere dall'altra parte». E la discesa, lasciano intendere gli esperti, sarà difficile, lenta e non priva di rischi. «Dal pianoro l'epidemia può ripartire» sottolinea non a caso Brusaferro. Inoltre, l'ormai famoso 'R con zero - l'indice di trasmissione del virus - è vicino all'uno (un positivo ha la potenzialità di infettare una persona, ndr) ma va portato almeno allo 0,5. Dunque l'ultima cosa da fare è pensare di esserne usciti e di allentare le misure di contenimento. Ormai lo ripetono come un mantra da giorni scienziati, tecnici, politici, esperti di ogni sorta. «Bisogna essere cauti, dobbiamo ancora iniziare la discesa e la discesa si comincia applicando le misure di isolamento in atto». Il governo ha recepito le indicazioni degli scienziati e nelle prossime ore si riunirà il Consiglio dei ministri per varare il nuovo Dpcm con la proroga delle misure. Fino a quando? «Al momento siamo fermi a Pasqua» ha risposto il membro del Comitato tecnico scientifico Roberto Bernabei. Altre due settimane, quindi, nelle quali l'esecutivo dovrà soprattutto decidere - se il trend attuale si confermerà - come 'rimodularè le misure in atto: in sostanza, a quali attività consentire la riapertura e con quali modalità; stabilire cosa fare per le scuole; prevedere, in caso di un allentamento dei provvedimenti per i cittadini, una stretta per i fine settimana visto che sono in arrivo i ponti del 25 aprile e del 1 maggio. E siccome la discesa sarà lunga, c'è anche da garantire l'approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale, a partire dalle mascherine. Il commissario Domenico Arcuri ha detto che l'Italia ne ha acquistate 300 milioni, «che arriveranno progressivamente» nei prossimi giorni e che serviranno a coprire il fabbisogno di due mesi. A queste vanno aggiunte 620 mascherine Ffp2 e 3 che sono state date come 'scortà all'ordine dei medici, i più esposti. Tutte strategie che hanno un solo obiettivo: raggiungere il valore zero contagi. Ma ci vorranno mesi. Di sacrifici e distanze. «Arriverà il giorno - dice il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli - che dimenticheremo questa pratica. Ma per i prossimi tempi il distanziamento sociale, deve essere la nostra regola ferrea».
 

Ultimo aggiornamento: 1 Aprile, 06:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani