Ballerini ucraini, stop di Kiev: «Non portate in scena Čajkovskij». A Vicenza cancellato il Lago dei Cigni

Ballerini ucraini, stop di Kiev: «Non portate in scena Čajkovskij». A Vicenza annullato il Lago dei Cigni
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Giovedì 7 Aprile 2022, 19:47 - Ultimo aggiornamento: 21:32

Una telefonata da Kiev ferma il Lago dei Cigni. Stasera sarebbe dovuto andare in scena lo spettacolo al Teatro comunale di Lonigo, in provincia di Vicenza. Ma gli artisti sono stati contattati dalla National Opera of Ukraine ed il ministero della Cultura ucraino che ha intimato loro di fermarsi e di rinunciare in quanto il compositore è il russo Pëtr Il'ič Čajkovskij. Così il corpo di ballo ucraino ha cancellato lo spettacolo. Una decisione - si legge nel sito del Comune - presa dopo i gravi fatti occorsi a Bucha, Hostomel e Mariupol. Lo spettacolo, a scopo benefico con l'intento di devolvere l'intero incasso a sostegno del popolo ucraino, sarà sostituito con «Giselle», balletto classico-romantico in due atti del 1841. 

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La nota del Comune

«A malincuore siamo costretti a comunicare che dopo i gravi fatti occorsi a Bucha, Hostomel e Mariupol il Corpo di Ballo ci ha informati, in data odierna, che la National Opera of Ukraine ed il Ministero della Cultura Ucraini hanno intimato loro di non portare in scena questa sera “Il Lago dei Cigni” con le musica del compositore russo Pëtr Il'ič Čajkovskij. Il Teatro Comunale di Lonigo pur rammaricato di questa decisione, accetta la proposta di sostituzione del “Lago dei Cigni” con “Giselle”, balletto romantico in due atti del 1841 e caposaldo fondamentale del repertorio della danza mondiale - si legge sul sito del Comune -. Il prezioso contributo degli sponsor ha permesso al Teatro comunale di organizzare l’evento a scopo benefico e di devolvere l’intero incasso a sostegno del popolo ucraino, confidiamo pertanto nella vostra comprensione ed auspichiamo che lo spettacolo possa essere ugualmente di Vostro gradimento. Il Teatro Comunale scusandosi per il disagio arrecato si impegna, comunque, a rimborsare il biglietto a coloro che non fossero più interessati a partecipare e che lo richiederanno alla biglietteria».

Le proteste al San Carlo di Napoli

Nei giorni scorsi anche a Napoli erano nate delle proteste per uno spettacolo al San Carlo dove si sarebbero dovuti esibire ballerini ucraini e russi per uno spettacolo di raccolta fondi. «Putin è un terrorista», aveva scritto su un cartone Sophia, 17enne ucraina di Leopoli e profuga da tre settimane. Lo spettacolo ha causato tensioni e polemiche nella ampia comunità ucraina a Napoli, che tre giorni fa ha manifestato con oltre 30 persone davanti al teatro che hanno indossato i colori della bandiera di Kiev e cantato l'inno nazionale. «Sono andata via con mia madre - spiega Sophia - mentre mio padre sta combattendo. Ho amici in tutta l'Ucraina, molti sono scappati come me ma vogliamo tornare a studiare nelle nostre città. Stasera protestiamo contro Putin e diciamo agli artisti che ora non si può stare sullo stesso palcoscenico con i russi». A protestare molte donne ucraine che vivono da tempo in Italia, come Larisa che è da 20 anni a Napoli e ha un figlio disabile che studia in città: «Gli artisti ora - aveva detto - non fanno pace in scena, i russi devono andare da Putin e convincerlo a smettere l'attacco, non abbracciare gli ucraini. Non possono far vedere al mondo che tutto va bene tra ucraini e russi». Oksana vive a Napoli da 12 anni e ha sottolineato: «Artisti e sportivi devono andare in Russia a dire a Putin basta, perché l' Ucraina vuole vivere, non vuole abbracci in scena».

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