Droga, esplosivo e armi da guerra: il covo della banda in una villa di Frosinone

Droga, esplosivo e armi da guerra: il covo della banda in una villa di Frosinone
di Vittorio Buongiorno
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Lunedì 27 Dicembre 2021, 09:42 - Ultimo aggiornamento: 14:38

È buio quando il 23 dicembre un corteo di auto esce dal cancello di una villetta di corso Lazio a Frosinone, non lontano dal casello autostradale del capoluogo ciociaro. Cinque auto e un furgone. Polizia e carabinieri sono appostati da ore. Stanno seguendo dalla mattina personaggi noti del mondo criminale pontino. Gli uomini che si accingono a ripartire sono venuti in Ciociaria da Latina e da Fondi. Sono ore che gli investigatori stanno aspettando il momento giusto per intervenire e per bloccarli. Però aspettano. Vogliono prenderli con le mani nel sacco.

Seguiti a distanza

E' buio quando il corteo si rimette in marcia. Ci sono due auto che sopravanzano le altre di qualche chilometro. Sono le staffette. Si fa così per segnalare posti di blocco al corteo che segue, si fa così per salvaguardare un carico importante. Gli agenti aspettano ancora. Sanno dove quegli uomini sono diretti e li seguono a distanza. Gli investigatori sono tanti. Ci sono gli agenti della Sezione criminalità organizzata della Squadra Mobile di Latina e del commissariato di Fondi, i colleghi della Squadra Mobile di Frosinone e i militari del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Latina. Calma e sangue freddo. Aspettano che il corteo arrivi a Fondi ed è lì che decidono di intervenire.

75 chili di droga, armi da guerra, esplosivo, bombe a mano: sette persone arrestate a Fondi

In sette vengono identificati. Le auto vengono perquisite. C'è anche un furgone. Dentro c'è di tutto. In un'auto gli investigatori trovano 60 chili di hashish. In un'altra 15 chili di marijuana. Ma non è finita. Nel doppio fondo del furgone sono nascoste 2 pistole, una mitraglietta, 3 fucili con centinaia di munizioni di vario calibro. E soprattutto 15 kg di esplosivo al plastico, 14 detonatori e due bombe a mano. A quel punto vengono chiamati gli artificieri della Polizia di Stato per disinnescarle.

Chi sono glii arrestati

I sette vengono arrestati. Due sono di Latina. Cinque di Fondi. Tra loro c'è Alessandro Artusa, condannato a 26 anni, per l'omicidio di Franco Saccone nel 1998 a piazza Moro. Anche Paolo Rea è di Latina. Poi c'è Gianluca Del Vecchio, fondano (è il fratello di Massimiliano che è stato arrestato per l'operazione Scarface e condannato in primo grado per certificato pazzo). Il capo della squadra mobile di Latina, Giuseppe Pontecorvo alza il telefono e comunica al questore Michele Spina che l'operazione è riuscita.

Gli scenari

Erano mesi che gli investigatori tenevano d'occhio il gruppo. Una indagine che si intreccia con altre inchieste tra Latina e Fondi. Una indagine che puntava a scoprire chi stava riempiendo (o forse dovremmo dire: aveva riempito) il vuoto che si era creato nel mondo dello spaccio di stupefacenti dopo gli arresti nel clan Di Silvio. Una indagine che da Latina ha portato a Fondi, dove negli ultimi mesi ci sono stati vari attentati, molti dei quali - secondo gli inquirenti - erano maturati nel mondo dello spaccio. Poi è arrivato il blitz dell'altra notte, così simile a una puntata di Gomorra, ma così drammaticamente reale.

La banda stava spostando la sua base logistica, da quella villa in Ciociaria ad un'altra base a Fondi. Si sentivano sicuri. Sono stati tutti bloccati prima di poter capire cosa stesse accadendo. La villa frusinate era in affitto ed è stata perquisita da cima a fondo. Lì però non è stato trovato altro. Né droga, né armi. Non si sa chi l'avesse affittata e da quanto tempo. Né si sa al momento se su questo versante dell'inchiesta ci siano altri indagati.

 

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