Corruzione al Catasto di Frosinone, bloccato un quinto del Tfr degli ex dipendenti indagati

Corruzione al Catasto di Frosinone, bloccato un quinto del Tfr degli ex dipendenti indagati
di Pierfederico Pernarella
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Giovedì 28 Gennaio 2021, 09:19

Presunto giro di mazzette al Catasto di Frosinone: oltre al licenziamento, l’Agenzia delle Entrate ha disposto anche il fermo amministrativo di un quinto della buonuscita dei dipendenti coinvolti a garanzia dell’eventuale risarcimento del danno d’immagine e di quello erariale subito dall’ente. Un provvedimento legittimo secondo la Corte dei Conti che ha respinto il ricorso presentato da uno degli impiegati coinvolti: Andrea Cristini, 52 anni di Alatri, ex responsabile del “Front Office, l’ufficio in cui sarebbero avvenuti i presunti illeciti.

La vicenda è quella portata alla luce con l’inchiesta dei carabinieri denominata “Pesce Giallo” che portò all’arresto, poi revocati, oltre che di Crisini, di altri due dipendenti del Catasto: Domenico Carnevale 51 anni originario di Pico ma residente a Frosinone e Carlo Mastroianni 58 anni residente a Monte San Giovanni Campano. Ai tre sono stati contestati i reati di concussione, corruzione, abuso d’ufficio e truffa. Indagato per truffa e abuso d’uffico un quarto impiegato. Si tratta di Mario Giannitelli, 63 anni, di Aquino, e altre 31 persone, 31 indagati, per lo più tecnici, agenti immobiliari e consulenti che, attraverso l’erogazione di mazzette, riuscivano ad accelerare l’iter delle loro pratiche. Tutti, il prossimo 3 febbraio, compariranno davanti al Gup del Tribunale di Frosinone che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura.

In vista dell’ipotetico danno subito, l’Agenzia delle Entrate, da cui dipende l’Agenzia del Territorio (ex Catasto), ha disposto il fermo di un quinto dell’importo dell’indennità di fine rapporto. Una pretesa ritenuta fondata dalla Corte dei Conti in considerazione della «gravità» e della «indiscutibilità» della condotta criminosa contestata, che ha portato a una richiesta di rinvio a giudizio e quindi aprendo la strada, scrivono i giudici, «al promovimento di un’azione civile per danno all’immagine nei confronti del Cristini e/o all’avvio della concorrente azione della Procura contabile a seguito della già avvenuta comunicazione della notizia di danno».

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