Adesca tredicenne sui social e si fa inviare video, giovane di Alatri condannato per revenge porn

Adesca tredicenne sui social e si fa inviare video, giovane di Alatri condannato per revenge porn
di Marina Mingarelli
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Venerdì 28 Gennaio 2022, 09:18 - Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio, 08:32

Accusato di Revenge Porn, operaio di 26 anni residente ad Alatri patteggia la pena ad un anno ed otto mesi di reclusione, più 600 euro di multa. Questo è il primo procedimento istruito in provincia di Frosinone per tale reato, introdotto nel codice penale dopo il caso di Tiziana Cantone (la ragazza morta suicida dopo la pubblicazione in rete di un suo video hard) e che punisce la condivisione pubblica di immagini o video intimi tramite internet, senza il consenso dei protagonisti e allo scopo di umiliare la vittima.

I fatti risalgono all'aprile dello scorso anno quando in pieno lockdown l'operaio conosce su Instagram una ragazzina di 13 anni con la qual inizia a chattare. Ma ad un certo punto il 26enne chiede alla minorenne un appuntamento facendo credere alla ragazzina di essersi innamorato. L'adolescente, lusingata da quelle dichiarazioni di amore, alla fine ha acconsentito di vederlo. I due s'incontrano al lago di Canterno e qui l'operaio oltre a baciare la ragazzina, l'ha anche palpeggiata nelle parti intime. Ma tutto questo non gli bastava, come prova d'amore il 26enne ha chiesto alla tredicenne di inviarle foto che la ritraevano nuda o mentre simulava un rapporto sessuale orale. La ragazzina per compiacerlo ha assecondato anche questa richiesta.

La scoperta della madre della ragazzina

A scoprire quella storia clandestina è stata la madre delle tredicenne che insospettita dagli strani comportamenti della figlia, e pensando che stesse vivendo la sua prima cotta nei confronti di qualche coetaneo, aveva preso di nascosto il suo cellulare. Ma sullo smartphone aveva trovato foto a luci rosse realizzate proprio dalla sua bambina. A quel punto tramite l'avvocato Roberto Filardi aveva fatto scattare la denuncia. L'operaio nel frattempo aveva già pubblicato su alcuni siti web quel materiale così scottante. Identificato dalle forze dell'ordine era stato arrestato.

Difeso dall'avvocato Patrizio Cittadini, il giovane è riuscito in seguito ad ottenere i domiciliari. Ma la posizione dell'operaio si è aggravata ulteriormente. Nei suoi confronti infatti c'è un altro procedimento. Sul suo tablet sarebbero stati trovati video e foto di altre minorenni avvicinate dall'uomo. L'uomo a quanto pare sarebbe stato un cacciatore seriale di quel tipo di materiale.
 

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