Revenge porn, le accuse dell'arbitra Diana: aperta un'inchiesta

Revenge porn, le accuse dell'arbitra Diana: aperta un'inchiesta
di Stefano Buda
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Venerdì 28 Gennaio 2022, 08:22

La Procura di Pescara ha aperto un fascicolo sul caso di Diana Di Meo, studentessa pescarese di 22 anni e arbitro di calcio, che nei giorni scorsi è finita al centro delle cronache nazionali dopo avere denunciato pubblicamente, tramite i social, di essere stata vittima di revenge porn, ovvero della diffusione di video a carattere sessuale senza il consenso dell’interessato. L’ipotesi di reato, per il momento a carico di ignoti, è proprio quella prevista dall’articolo 312 ter, ovvero illecita diffusione di immagini a contenuto sessualmente esplicito, destinate a rimanere private, senza il consenso delle persone interessate.

Si tratta di una fattispecie di reato che rientra nel cosiddetto codice rosso e che prevede per i responsabili pene da uno a sei anni di reclusione, oltre ad una multa fino a 15mila euro. La ragazza sabato scorso ha presentato denuncia alla polizia postale, riferendo che erano stati diffusi su vari canali social una serie di suoi video intimi, che sarebbero diventati presto virali, tanto da fare il giro d’Italia.

Di Meo ha consegnato agli agenti anche il telefono con i video, che ora dovranno essere esaminati dagli inquirenti. La ragazza nei prossimi giorni sarà ascoltata nuovamente negli uffici della Procura. Al momento non è ancora chiaro chi possa avere diffuso i video, per quale motivo e in che modo sia riuscito nel suo intento. Una delle ipotesi in ballo, ancora tutta da verificare, è che il telefono della vittima sia stato hackerato. 

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