Bimbo annegato, verità dalle cellule: nuova perizia. E' indagata baby sitter ciociara

Bimbo annegato, verità dalle cellule: nuova perizia. E' indagata baby sitter ciociara
di Marina Mingarelli
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Sabato 1 Ottobre 2022, 09:06

Bimbo annegato nel mare di Santa Severa, nuovo conferimento di incarico alla diatomologa Nadia Fucci. Nello specifico la specialista che si occupa di diatomee (rinvenimento delle cellule che si trovano nell'acqua) dovrà accertare per quanto tempo il corpicino del piccolo Francesco sarebbe rimasto immerso. Per effettuare questo sofisticato esame verranno utilizzati dei frammenti di tessuto prelevati al momento dell'autopsia. Secondo la Procura tale esame potrebbe accertare se la caduta sia stata istantanea, magari dovuta ad eventuali patologie, o se invece la permanenza in acqua sia succeduta alla morte.

Tale esame potrebbe accertare inoltre a quanto in profondità possa essere arrivata l'acqua nell'organismo e soprattutto quanto tempo avrebbe impiegato il piccino prima di spirare. I risultati dovrebbero essere depositati fra trenta giorni. Intanto proseguono le operazioni peritali per l'accertamento tecnico sul telefonino della baby sitter una cinquantenne di Alatri che adesso è stata iscritta sul registro degli indagati per abbandono di minore, aggravato dalla morte. Indagato anche il bagnino, un trentenne del posto che in quel momento si trovava in servizio sulla spiaggia e che non si sarebbe accorto di quel piccino che dopo aver raggiunto il bagnasciuga era caduto in acqua. L'uomo deve rispondere per l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Tornando agli esami che dovrà effettuare la diatomologa questi ultimi potrebbero essere decisivi anche per quanto riguarda la posizione della baby sitter che ha sempre sostenuto di aver perso il piccino di vista soltanto qualche minuto per prendere un giochino nel borsone da spiaggia. La donna - che è difesa dall'avvocato Angelo Testa - e che non riesce a darsi pace per la consumata tragedia, avrebbe dichiarato di non essersi mai mossa da sotto l'ombrellone. Soltanto qualche secondo prima aveva inviato alla madre di Francesco una foto del piccino che teneva un granchietto tra le mani. Quel sorriso, quella allegria, quella gioia di vivere racchiusi in uno scatto. È quanto resta adesso ai genitori che chiedono giustizia per il loro bambino.
Marina Mingarelli
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