Borse, il danno Bce/ Ma Lagarde può restare al suo posto?

Sabato 14 Marzo 2020 di Osvaldo De Paolini
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Non era mai accaduto che il capo di uno Stato dell’Unione, peraltro carismatico e tra i più rispettati qual è Sergio Mattarella, scendesse in campo per richiamare il presidente della Banca centrale ai propri doveri di solidarietà nei confronti di un partner fondatore, criticando severamente le «mosse che possono ostacolarne l’azione».
E che perciò minano la sua stabilità finanziaria. Vale dunque riflettere sull’episodio che giovedì ha visto protagonista Christine Lagarde, al suo primo vero esordio da presidente della Bce che resterà negli annali non solo per la gravità della tempesta provocata sui mercati, ma anche per il colpo mortale inferto alla credibilità di una delle principali istituzioni europee. Può ancora restare al suo posto?

Visibilmente non a suo agio sul palcoscenico che tante volte ha visto Mario Draghi cimentarsi vittoriosamente con le situazioni più ostili, tutti hanno potuto constatare l’imperizia con la quale l’ex avvocato d’affari e ministro del governo francese ha voluto precisare che non è sua intenzione «replicare la sfida in difesa dell’euro lanciata nel 2012 da Draghi». Ma i mercati proprio quello avrebbero voluto sentir dire dalla sua bocca elegante, e non il rimpallo contro l’inanità dei governi seguito da una lunga litania - peraltro mal recitata e con qualche imprecisione - di provvedimenti che, per quanto efficaci nella quotidianità, ben poco possono nelle congiunture più difficili. E’ il minimo di competenza che si possa pretendere dal presidente di una banca centrale di fronte a emergenze come quella che sta vivendo l’Italia e che tra breve verrà estesa a tutta Europa.

C’è chi sostiene che più dei contenuti, sull’umore dei mercati abbia inciso il modo in cui la presidente della Bce li ha comunicati. Ebbene, di sicuro non saremo noi a candidare la signora Lagarde quale miglior comunicatore dell’anno, ma a nostro avviso assai più gravi sono le cose dette. Solo chi è totalmente a digiuno di questioni economiche può pensare che, pronunciata da un banchiere centrale, la frase «non siamo qui per chiudere gli spread» sia priva di conseguenze sui mercati.

Vale dunque domandarsi se la signora Lagarde sia idonea a ricoprire il ruolo di guida della politica monetaria europea. Il suo compito, giovedì, era di spiegare ai mercati che la Bce era pronta a scendere in campo con la massima energia pur di disinnescare la tempesta che da settimane li tiene in ansia, non di alimentarla. Invece con le sue parole è riuscita a scatenare il più potente sell-off su una delle principali Borse europee, Piazza Affari, che avendo bruciato in un solo giorno quasi un quinto del suo valore, avrà bisogno di molte settimane per tornare a una parvenza di stabilità. Per non dire del cataclisma provocato in tutte le Borse del mondo, a cominciare da Wall Strett, che con il suo -10% ha registrato una delle peggiori sedute della sua storia recente.

Quando l’amministratore di un’azienda commette errori gravi quanto quelli della Lagarde, può rimanere ancora in sella ? Nessuno è inamovibile. Nei casi più eleganti, dopo le scuse di rito si provvede a liberare la poltrona. Siamo certi che questo intento non sia nelle corde della signora. Ma ci chiediamo se a Bruxelles ci sia ancora qualcuno che, dopo tanto sconquasso e relativi danni planetari, si interroghi sull’opportunità - per non dire sul rischio - di farle finire il mandato. 
 

Ultimo aggiornamento: 13:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA