Dazi e Brexit, le borse europee precipitano: Milano -2,87%, Londra -3,23%, Parigi -3,12%

Mercoledì 2 Ottobre 2019
Dazi e Brexit, borse europee rallentano ancora: Milano -2,4%, Londra -3,1%

Mercoledì nero per le borse europee. La Borsa di Milano chiude in forte calo, in linea con gli altri listini europei con i timori per i dazi, una Brexit senza accordo ed il taglio delle stime del Pil della Germania. L'indice Ftse Mib cede il 2,87% a 21.298 punti.

Le Borse europee chiudono pesanti con i timori di dazi americani sui beni del Vecchio continente e le paure di una brexit senza accordo dopo l'ultimatum del premier britannico all'Ue. Crea preoccupazione anche il taglio delle stime del Pil della Germania. Sul fronte valutario soffre la sterlina mentre il l'euro sul dollaro è stabile a 1,0958 a Londra. In profondo rosso Londra (-3,23%), Parigi (-3,12%), Francoforte (-2,76%) e Madrid (-2,77%).

Wto, sì ai dazi Usa contro l'Ue: «Sino a 7,5 miliardi di dollari». Borse a picco
Borse europee continuano la seduta negativa

Lo spettro di dazi Usa su prodotti europei e il timore di una recessione economica globale scuotono i mercati, con i listini del Vecchio continente che scivolano ai minimi da un mese e Wall Street che marcia in terreno negativo. Ad appesantire le Borse europee c'è anche l'ipotesi di una Brexit senza accordo, dopo l'ultimatum del premier inglese Boris Johnson all'Ue. Fibrillazione anche sul mercato valutario, con la sterlina in calo, e i titoli di stato con lo spread tra Btp e Bund tedesco che ha chiuso in rialzo a 144 punti. Sui mercati si è scatenata una vera e propria congiuntura negativa che ha provocato la fuga degli investitori.

Il primo dato ad aver dato fuoco alle polveri è stata la deludente performance della manifattura statunitense, un dato fa addensare le nubi sulla crescita economica globale. A far precipitare la situazione è stata la decisione del Wto che ha dato il via libera agli Usa che potranno imporre dazi ai beni europei per 7,5 miliardi di dollari come compensazione per gli aiuti illegali concessi al consorzio aeronautico Airbus. A risentire principalmente di questa decisione è stato il comparto dell'automobile che ha subito un calo del 2,7%.

Andamento negativo anche per il comparto azionario legato al petrolio, che ha lasciato sul terreno il 3,5%, e le banche (-2,8%). Sull'Europa si è abbattuto anche il taglio delle stime del Pil della Germania da parte di alcuni istituti. Il rallentamento dell'economica tedesca inevitabilmente si ripercuote, secondo gli analisti finanziari, sull'andamento della crescita dell'intera Eurozona. La Borsa di Francoforte (-2,7%) hanno accolto negativamente le previsioni sul rallentamento dell'economia con un forte calo di Adidas (-4,7%), Volkswagen e Bayer (-3%). A complicare la giornata è arrivato l'ultimatum del premier britannico Boris Johnson all'Ue che fa presagire l'ipotesi di una brexit senza accordo. La Borsa di Londra (-3,2%) ha reagito negativamente con gli analisti finanziari che temono «uno scontro con l'Ue che potrebbe portare ad una uscita traumatica», in considerazione anche delle dichiarazioni del presidente della Commissione europea Jean Claude Junker che vede «alcuni punti problematici» da dover affrontare nei prossimi giorni.

Nel Regno Unito hanno subito una forte battuta d'arresto le azioni del comparto energetico (-4%) e le banche (-3,3%). Giornata negativa anche per Piazza Affari (-2,8%) che, oltre alla situazione economica internazionale, guarda anche alle vicende politiche interne in vista della manovra finanziaria. In forte calo Tim (-5,4%) e le banche dove anche Ubi (-1,5%) e Banco Bpm (-0,2%) in rosso, dopo un avvio in positivo sull'idea di una possibile aggregazione. In difficoltà anche il settore delle auto con Ferrari (-3,9%), Pirelli e Cnh (-3,2%) e Fca (-2,7%). Intanto sono in arrivo i dati dell'indice markit pmi servizi per la gran parte dei Paesi dell'Eurozona.

 

Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre, 12:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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