Blocco licenziamenti, proroga a giugno. Cartelle, ristori e congedi parentali: arriva il decreto Sostegno

Blocco licenziamenti, proroga a giugno. Cartelle, ristori e congedi parentali: arriva il decreto Sostegno
di Luca Cifoni
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Mercoledì 3 Marzo 2021, 00:03 - Ultimo aggiornamento: 4 Marzo, 12:51

Servirà qualche giorno in più per il varo ufficiale del primo decreto economico firmato dal governo Draghi: il provvedimento, che attinge ai 32 miliardi di ulteriore indebitamento già autorizzati dal Parlamento (al momento non sono previsti nuovi scostamenti) vedrà la luce solo la prossima settimana. Ci potrebbero volere una decina di giorni per mettere a punto le misure, ha spiegato ieri la ministra degli Affari regionali Maria Stella Gelmini. Ma non è escluso che possano essere distribuite su due testi legislativi distinti: il primo dedicato al sostegno delle attività economiche e delle famiglie, il secondo alle misure fiscali, a partire dalla formalizzazione del rinvio delle rate della rottamazione e dalle misure per disinnescare gli oltre 50 milioni di cartelle e atti teoricamente in partenza.

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Licenziamenti e cassa integrazione


L’esigenza dell’esecutivo di dare una propria impronta alle misure in arrivo, pur partendo dallo schema già messo a punto a gennaio, si fonde con la ricerca di una soluzione sui nodi politici più spinosi. Uno è certamente quello dei licenziamenti, il cui blocco scade il prossimo 31 marzo. Sta ormai prevalendo, nella nuova maggioranza allargata, l’orientamento verso una ulteriore proroga fino a tutto il mese di giugno. Proroga che sarebbe generalizzata, pur se con qualche parziale eccezione.

Questo capitolo del decreto comprende il rifinanziamento della cassa integrazione, che potrebbe essere per tutto l’anno e non più modulata a settimane; entrerebbero nel testo anche le norme elaborate dai tecnici del Lavoro per sveltire l’erogazione delle somme inserendole nel normale flusso tra aziende e imprese.

Cartelle fiscali


L’altro dossier delicato è appunto quello delle cartelle, con il ministero dell’Economia che sta ancora valutando un provvedimento di cancellazione dei debiti fiscali, eventualmente con la forma del “saldo e stralcio” per le cartelle al di sotto di 5 mila euro. Per le altre sarebbe invece allo studio la possibilità di pagare in due anni senza sanzioni né interessi. L’invio di nuovi atti potrebbe restare sospeso fino al 30 aprile.

Ieri è stata notata la presenza a Palazzo Chigi del direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini: la struttura che dirige (e in particolare la “branca” che si occupa di riscossione) è coinvolta naturalmente nel dossier cartelle, ma nei precedenti decreti si è occupata anche dell’erogazione diretta, sul conto corrente degli interessati, dei cosiddetti “ristori” alle attività economiche. Stavolta gli aiuti saranno assegnati con non più in base ai codici Ateco toccati dalle chiusure ma alle perdite effettivamente subite. Il criterio allo studio è quello di una riduzione di fatturato pari al 33 per cento, confrontando la media mensile 2020 con quella dell’anno precedente. Per le imprese con fatturato fino a 100 mila euro l’indennizzo sarebbe pari al 30% della perdita, per le più grandi via via ridotto fino al 15%. Non è escluso però che sia considerato il parametro dei costi fissi sostenuti.

Al settore dello sci andrebbero 600 milioni, aggiuntivi rispetto ai fondi per la generalità delle imprese. Per l’erogazione si studia anche una nuova piattaforma Sogei che però non andrebbe a regime immediatamente. Sul piano politico, ieri il ministero dello Sviluppo ha fatto sapere che dovrà essere data «priorità» alle partite Iva, con un sostegno «equo, comprensibile, immediato e tempestivo».


Il sistema sanitario


Presentando le misure sanitarie del Dpcm appena approvato, la ministra Gelmini ha confermato che saranno rifinanziate le misure di sostegno specificamente destinate alle famiglie che si ritrovano con i figli in Dad a causa delle zone rosse o comunque delle restrizioni decise a livello locale. Gli interventi saranno retroattivi in modo da non lasciare “buchi”, visto che nella maggior parte dei casi le misure sono scadute lo scorso 31 dicembre. Il plafond disponibile per questa specifica finalità è di 200 milioni, che serviranno a rifinanziare i congedi al 50 per cento per i genitori che devono assistere i figli, ma anche interventi analoghi specificamente disegnati per i lavoratori autonomi.

Infine il decreto conterrà un robusto rifinanziamento al sistema sanitario, 2 miliardi destinati a vaccini, farmaci antivirali e somministrazioni, con il coinvolgimento di medici di famiglia e farmacisti.

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