Assegno universale per anziani non autosufficienti, ecco quando arriva: assorbirà l’indennità di accompagnamento

Viene poi istituto presso il ministero del lavoro e delle politiche sociali di un fondo denominato «Fondo per la prestazione universale per gli anziani non autosufficienti»

Assegno universale per anziani non autosufficienti, ecco quando arriva: assorbirà l indennità di accompagnamento
di Jacopo Orsini
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Mercoledì 18 Gennaio 2023, 15:31 - Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio, 09:15

Anziani non autosufficienti, nuovo sostegno universale in arrivo. Dovrebbe approdare domani in Consiglio dei ministri uno schema di disegno di legge che prevede una delega al governo in materia «di politiche in favore delle persone anziane, anche in attuazione» del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) in materia di assistenza agli anziani non autosufficienti. Quando il provvedimento sarà stato approvato, e dopo che saranno stati emanati i decreti attuativi, quindi verosimilmente non prima di un paio d'anni, arriverà dunque una nuova prestazione che assorbirà l'accompagnamento e altri aiuti attualmente esistenti per gli anziani non autosufficienti. Un riordino paragonabile a quello fatto per i sostegni alla natalità con l'introduzione dell'assegno unico per i figli.

 

Il provvedimento

Il provvedimento stabilisce in particolare disposizioni di delega al governo «per la tutela della dignità e la promozione delle condizioni di vita, di cura e di assistenza delle persone anziane, attraverso la  ricognizione, il riordino, la semplificazione e il coordinamento, sotto il profilo formale e sostanziale, delle disposizioni legislative vigenti in materia di assistenza sociale, sanitaria e sociosanitaria alla popolazione anziana».

 

La delega

Nel testo è prevista in particolare all'articolo 5 una delega al Governo in materia di politiche per la sostenibilità economica e la flessibilità dei servizi di cura e assistenza a lungo termine per le persone anziane e per le persone anziane non autosufficienti. La norma stabilisce che il governo è delegato ad «adottare, entro il 1° marzo 2024, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro della salute, di concerto con i Ministri per le disabilità, per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, per gli affari europei, il sud, le politiche di coesione e il Pnrr, per gli affari regionali e le autonomie, dell’università e della ricerca, dell’istruzione e del merito e dell’economia e delle finanze, uno o più decreti legislativi finalizzati ad assicurare la sostenibilità economica e la flessibilità dei servizi di cura e assistenza a lungo termine per le persone anziane e per le persone anziane non autosufficienti.

 

La prestazione universale

In particolare, «al fine di promuovere il progressivo potenziamento delle prestazioni assistenziali in favore delle persone anziane non autosufficienti», si prevede «l’introduzione, anche in via sperimentale e progressiva, per le persone anziane non autosufficienti che optino espressamente per essa, di una prestazione universale graduata secondo lo specifico bisogno assistenziale ed erogabile, a scelta del soggetto beneficiario, sotto forma di trasferimento monetario e di servizi alla persona». La nuova prestazione, «quando fruita, assorbe l’indennità di accompagnamento».

 

Il fondo

Viene poi istituto presso il ministero del lavoro e delle politiche sociali di un fondo denominato «Fondo per la prestazione universale per gli anziani non autosufficienti», al quale sono assegnate, in tutto o in parte, le risorse rivenienti dagli eventuali risparmi di spesa sanitaria derivanti dall’attuazione della presente legge in materia di potenziamento dell’assistenza domiciliare.

 

Il riordino

Al fine di promuovere il miglioramento, anche in via progressiva, del livello qualitativo e quantitativo delle prestazioni di lavoro di cura e di assistenza in favore delle persone anziane non autosufficienti su tutto il territorio nazionale, si prevede poi «la ricognizione e il riordino delle agevolazioni contributive e fiscali, anche mediante la rimodulazione delle aliquote e dei termini, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, volte a sostenere la regolarizzazione del lavoro di cura prestato al domicilio della persona non autosufficiente, per sostenere e promuovere l’occupazione di qualità nel settore dei servizi socioassistenziali».

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