Germania, varata legge che impone alle aziende quotate in borsa di avere donne nei cda

Mercoledì 6 Gennaio 2021

La Germania ha appena approvato una legge che obbliga le più grandi società quotate in borsa ad avere almeno una donna nel Cda. Dopo anni di dibattito sulla questione la nuova normativa prevede una quota del 30% per i consigli di vigilanza (introdotta nel 2015) che si applicherà alle società con più di tre membri del consiglio di amministrazione. 

La misura era stata a lungo richiesta dei socialdemocratici del centro-sinistra (SPD)  e contrastata da tanti cristiano-democratici, il partito di Angela Merkel. La Cancelliera (favorevole alla legge) ha manifestato disappunto per la lentezza con la quale le aziende tedesche stanno procedendo a nominare leader donne. 

«Questa legge è una pietra miliare per un maggior numero di donne in posizioni di leadership», ha detto il ministro della famiglia di SPD, Franziska Giffey.

La nuova legge riguarda circa 70 aziende, di cui circa 30 non hanno attualmente alcuna donna nei loro consigli di amministrazione.

La percentuale di donne nei consigli di amministrazione delle aziende tedesche ha superato la soglia del 30% nel 2017 e si è attestata al 35,2% nel novembre 2020. Nei consigli di amministrazione delle circa 100 maggiori società quotate in borsa, le donne rappresentano solo l'11,5% delle posizioni.

La legislazione tedesca stabilisce anche regole più severe sulla parità di genere per le società controllate dal governo. Il think tank economico DIW ha però smorzato tanti entusiasmi spiegando che la nuova legge avrà un impatto limitato.  Al momento in Europa ' la Norvegia al primo posto per la diversità di genere, seguita dalla Francia.

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