CORONAVIRUS

Duecento italiani bloccati a Cancun: «Potete tornare in Italia, ma senza i vostri cani». Ed è polemica

Venerdì 15 Maggio 2020 di Michele Galvani
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«Sull'aereo non possono salire i vostri cani». E gli italiani restano bloccati a Cancun, è polemica

«O voi o i cani». Un gruppo di italiani, circa 200 persone, è bloccato a Cancun da 2 mesi. Non riesce a tornare in Italia. Prima per l'emergenza coronavirus, chiaramente. Adesso perché due compagnie aeree italiane hanno negato l'imbarco degli animali di alcuni padroni. Cani che erano con loro in Messico da molto tempo, anzi due chihuahua hanno anche figliato nel frattempo e quindi i cuccioli non possono assolutamente stare senza mamma e papà. La situazione è talmente ingarbugliata che sta diventando un caso internazionale.
Patrizia Prestipino, deputata Pd, sempre in prima linea nella difesa degli animali, ha depositato un'interrogazione alla Farnesina. Non solo. Ha chiesto al sottosegretario ai trasporti Salvatore Margiotta di intervenire con le compagnie «Blu Panorama e Neos» (che dovrebbero riportare il gruppo in Italia) e ha chiesto aiuto anche a Piero Fassino, oltre ad aver stressato L’Unità di crisi della Farnesina. Tra Prestipino e gli italiani "prigionieri" ha fatto da intermediaria Emanuela Bignami, degli animalisti italiani. «Sono indignata, è inaccettabile: non si può chiedere al padrone di separarsi dal suo animale. E' come chiedere di lasciare a casa un famigliare. Sono pronta a incantenarmi», spiega la deputata che ricorda come l'animale sia «ormai parte integrante della nostra comunità. Ho saputo che il canile romano della Muratella ha avuto un aumento del 100% di adozioni in questo periodo di Covid-19, segno che cani e gatti sono terapeutici».

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LA VICENDA
La questione va sistemata entro il 20 maggio, giorno previsto della partenza: i passeggeri italiani proprietari dei cani hanno acquistato i biglietti ed erano disposti a versare anche un supplemento per il trasporto dei loro animali. Niente da fare. Tra l'altro, i due cuccioli pesano appena 5 kg in tutto, mentre i grandi potevano essere trasportati nelle stiva. «Le compagnie non hanno voluto chiudere un occhio», rimarca Prestipino ma farlo «sarebbe stato un segno di civiltà in un momento in cui abbiamo chiuso un Paese e abbiamo rinviato le Olimpiadi». I proprietari vengono un po' da tutta Italia, Cervia come Torino, e hanno necessità di sapere come poter tornare. Con i loro "amici" fedeli. E magari in fretta.

Ultimo aggiornamento: 23:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA