Latte, l'allarme di Granarolo e Lactalis: «Rischio prezzi oltre i due euro al litro»

Le due società hanno scritto un comunicato congiunto: «Abbiamo messo da parte le rivalità di mercato ed abbiamo unito il nostro appello al mondo politico»

Latte, verso aumento del prezzo oltre i 2 euro al litro. Lactalis e Granarolo chiedono misure urgenti
di Stefania Piras
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Giovedì 1 Settembre 2022, 16:56 - Ultimo aggiornamento: 2 Settembre, 09:57

Aumentano i prezzi dei beni di prima necessità come il latte. L'allarme arriva da industrie importanti come Lactalis (che comprende marchi come Galbani, Parmalat, Invernizzi, Locatelli) e Granarolo. Il prezzo del latte, a causa dell'aumento dei costi dei beni energetici, potrebbe superare i 2 euro al litro. Un fatto «impensabile» per un alimento primario e fondamentale nella dieta italiana. «La forte preoccupazione per un'inflazione galoppante che da 12 mesi colpisce l'agroalimentare italiano e in particolare il settore lattiero caseario. Occorre un intervento pubblico che scongiuri conseguenze ancora più disastrose per le migliaia di imprese che compongono la filiera», scrivono Lactalis e Granarolo in un comunicato congiunto.

L'inflazione, spiegano i due gruppi superando «i consueti antagonismi di mercato, ha toccato in maniera importante, con numeri a doppia cifra, quasi tutte le voci di costo che compongono la filiera del latte: alimentazione animale (aggravata dalla siccità che riduce sia i raccolti degli agricoltori sia la produzione di latte) che ha reso necessario un aumento quasi del 50% del prezzo del latte riconosciuto agli allevatori, packaging (carta e plastica sono in aumento costante da mesi), ulteriori componenti di produzione impiegati nella produzione di latticini.

«Oggi, però, la preoccupazione maggiore è rappresentata dall'incremento dei costi energetici che nelle ultime settimane sono aumentati a tal punto da rendere difficile trasferirli sul mercato, in un momento economicamente complesso per le famiglie italiane», sottolineano. «Nonostante entrambe le aziende abbiano assorbito autonomamente un'inflazione che oscilla tra il 25% e il 30%», viene evidenziato nella nota comune, dalla primavera il prezzo del latte per il consumatore è cresciuto raggiungendo gli 1,75/1,80 euro al litro (dato Nielsen) e potrebbe aumentare ulteriormente entro dicembre 2022.

«È impensabile che un alimento primario e fondamentale nella dieta italiana possa subire una penalizzazione così forte da comprimerne la disponibilità di consumo». «Per quanto concerne le sole energie, se non avviene un'inversione di rotta, si tratta di una inflazione del 200% nel 2022 rispetto al 2021 e un rischio di oltre il 100% nel 2023 rispetto al 2022- dichiara il Presidente di Granarolo Gianpiero Calzolari - È insostenibile anche da parte di una grande azienda, dal momento che si protrae nel tempo e che se fosse scaricata tal quale sul mercato colpirebbe significativamente i nostri consumatori e avrebbe inevitabili conseguenze sui consumi, con ricadute negative su tutta la filiera».

«L'aumento del costo energetico sulla nostra organizzazione ha generato un impatto devastante, che sarebbe stato anche maggiore se non fossimo intervenuti con delle coperture ad hoc. Parliamo di un +220% di spesa registrato nel 2022 rispetto al 2021, e una stima di un +90% nel 2023 rispetto al 2022 - afferma Giovanni Pomella, ad di Lactalis in Italia. Le imprese sono allo stremo, hanno già fatto ben oltre le loro possibilità ed è arrivato il tempo della responsabilità pubblica. In questo drammatico frangente, come imprenditori abbiamo messo da parte le rivalità di mercato ed abbiamo unito il nostro appello al mondo politico per ribadire la necessità di intervenire responsabilmente a tutela dell'intera filiera e del consumatore».

Secondo l'Osservatorio del mercato lattiero-caseario della Commissione europea, all'inizio di agosto il prezzo medio del latte pagato ai produttori europei era aumentato del 38,2% rispetto all'anno precedente. A giugno era di 494 euro per 1000 litri e a luglio ha superato la soglia dei 500 euro.

 

Il prezzo del latte alla stalla

Assolatte (associazione che conta oltre 200 aziende di trasformazione che fanno il 90% del mercato italiano) lancia l'allarme a monte, cioè sul prezzo del latte alla stalla che «sta aumentando in modo vertiginoso, raggiungendo valori che fino a pochi mesi fa nessuno avrebbe mai immaginato». Lo scorso anno, in queste settimane, il prezzo del latte spot (sfuso in cisterna e venduto fuori contratto) «era di 39 centesimi, il latte alla stalla ne costava 38. Oggi, il primo viaggia su valori superiori ai 65 centesimi (+66%) e il secondo è arrivato a 57 centesimi (+50%). Con il latte spot che continua nella sua corsa e i contratti per l'autunno che porteranno il prezzo del latte alla stalla fino a 60 centesimi», riferisce l'Associazione Italiana Lattiero Casearia sottolineando che «le imprese di trasformazione hanno saputo ascoltare l'allarme lanciato dagli allevatori, garantendo i prezzi in linea con i costi di produzione agricoli, ma la maggior parte degli aumenti è rimasto a carico di chi il latte lo trasforma».

E la situazione, sottolinea il presidente di Assolatte, Paolo Zanetti «sta diventando davvero drammatica: tante imprese sono in enorme difficoltà e sono a rischio chiusura». «Da mesi Assolatte - prosegue l'Associazione - ha chiesto al Governo di intervenire, agendo in tre direzioni: ridurre i costi energetici, lavorando su accise e tasse e con un tetto ai prezzi del gas e dell'energia; ridurre gli altri costi di produzione, semplificando la vita di chi fa impresa: mille lacci e lacciuoli che si trasformano in costi del tutto inutili; e cancellando per sempre lo spettro di nuove tasse, come la plastic tax; ridurre l'impatto degli aumenti sui consumatori. L'azzeramento dell'Iva sui generi di prima necessità a questo punto è una scelta obbligata», sottolinea Assolatte ricordando che il gas oggi costa sette volte quanto lo scorso anno, l'energia elettrica tre volte, la plastica è aumentata del 78%, il cartone dell'80%, e mettendo in evidenza l'impennata dei mangimi e dei fattori di produzione agricoli.

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