Chieti, ucciso a bastonate in testa: primi indagati, poi l'autopsia

Il Palazzo di Giustizia di Chieti
di Alfredo d'Alessandro
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Sabato 13 Novembre 2021, 07:39

È vicina a una svolta e ci sarebbero i primi indagati nell'inchiesta per la morte di Francesco Ciammaichella, il 40enne  di Chieti trovato privo di vita in casa il pomeriggio del 10 novembre scorso con una ferita alla testa: per la Procura è omicidio ma nell'attesa dell'autopsia sono da ricostruire l'azione e il movente. Nome e numero degli indagati sono top secret (peraltro non ci sono nè conferme nè smentite) ma a dare l'idea che qualcosa si stia muovendo, è la giornata vissuta ieri in Procura. Dove nell'ufficio del sostituto procuratore Giuseppe Falasca, titolare dell'inchiesta, sono arrivati in tarda mattinata dapprima il medico legale Cristian D'Ovidio e a seguire i Carabinieri che stanno indagando e che anche ieri hanno continuano a sentire testimoni.

Uno dei punti fermi è che lunedì il professor D'Ovidio riceverà l'incarico per eseguire l'autopsia che, oltre alle cause e all'ora del decesso, dovrà stabilire se la ferita alla testa della vittima è l'unico trauma e se la lesione è compatibile con il colpo della mazza da mini golf trovata nell'abitazione di Ciammaichella. Oppure se la lesione è stata provocata da un altro corpo contundente. Con l'affidamento dell'autopsia partono anche gli avvisi di garanzia che in questa fase sono un atto dovuto, prescindendo da eventuali responsabilità da parte di chi li riceve, perché consentono agli indagati, oltre che alle parti offese, di nominare un medico legale nella veste di consulente che può partecipare all'autopsia, dal momento che l'autopsia è un atto irripetibile. 

Ieri i Carabinieri hanno continuato a sentire testimoni, soprattutto i vicini di casa che risiedono nel palazzo di via Albanese, le case parcheggio del Comune. È in quel perimetro che si concentra l'attenzione di chi indaga. Francesco Ciammaichella, che negli anni ha perso i genitori e la fidanzata, ha un fratello e una sorella, ma viveva da solo ed era molto riservato: gli investigatori allora, partendo dal presumibile orario della morte, vogliono accertare se qualcuno ha udito grida o rumori insoliti provenire dal monolocale al quarto piano del civico 41 dove l'uomo viveva senza energia elettrica e con la porta di ingresso priva di serratura.

Finora, a quanto pare, nessuno avrebbe sentito grida o richieste di aiuto. Ci sono almeno dieci persone da sentire quali persone informate sui fatti, e dunque senza l'assistenza di un avvocato, le cui dichiarazioni andranno incrociate e riscontrate, nei verbali di sommarie informazioni testimoniali un solo dettaglio può fare la differenza. Si cerca si individuare anche la persone o le persone che per ultime hanno visto Francesco, verosimilmente nella notte fra il 9 e il 10 novembre se, come pare, il decesso risalirebbe a una quindicina di ore prima del ritrovamento del cadavere, avvenuto intorno alle 16 del 10 novembre. Ma è possibile che il corpo emanasse già cattivo odore al punto di richiamare l'attenzione di un vicino che ha dato l'allarme? 

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