Scuola, in Prefettura tavolo con gli studenti: "Superare i doppi turni o la protesta continuerà"

Studenti in piazza a Viterbo
di Federica Lupino
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Venerdì 29 Ottobre 2021, 05:30 - Ultimo aggiornamento: 13:40

“Vogliamo uscire dalla riunione con una soluzione concreta. Sono fiduciosa che ce la faremo: non siamo mai stati così vicini dall’ottenere il risultato”. Teresa Pianella, del liceo Ruffini di Viterbo, è tra i rappresentanti delle scuole superiori che questa mattina alle 11,30 incontreranno il prefetto Giovanni Bruno.

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Una settimana esatta fa, erano scesi in piazza il Farnese di Caprarola, il Colasanti (Civita Castellana), il Dalla Chiesa (Montefiascone), il Midossi (Nepi e Civita Castellana) e per il capoluogo oltre al Ruffini, l’Orioli, il Paolo Savi e il Buratti. La richiesta era  quella che da settimane proviene da tutti i soggetti che girano intorno al mondo scolastico, ovvero studenti e genitori, insegnanti e dirigenti scolastici: abolire i turni scaglionati. Un gruppo di ragazzi al termine del corteo aveva incontrato il rappresentante del Governo sul territorio e questa mattina il nuovo faccia a faccia.

A quello che è stato presentato come tavolo di coordinamento siederanno la Regione Lazio, l’Ufficio scolastico regionale, Cotral, Atac, Trenitalia e Francigena. “È la prima volta che ci confronteremo con i vertici delle società di trasporto. Spiegheremo, anzi ribadiremo le nostre ragioni sull’insostenibilità del sistema dei doppi turni. E ne chiederemo il superamento”, avverte Pianella. Le soluzioni alternative dalla parte degli studenti sono già pronte: “Al massimo potremmo accettare uno scarto di 20, 30 minuti. Ovvero ingressi alle 8 e alle 8,20, al più 8,30 così da limitare al massimo i disagi che oggi patiamo”, rincara.

I ragazzi delle superiori hanno le idee chiare. “Non ci accontenteremo di una riunione non operativa per parlaci addosso e basta. Vogliamo – sottolinea Pianella – risposte concrete”. Nessun rinvio a un secondo round del match, insomma. Nonostante il traguardo per gli studenti non sia mai stato così vicino, qualora si risolvesse in un nulla di fatto non si arrenderebbero comunque. “La possibilità di una nuova protesta non è affatto esclusa. Ripeto: sinora mai eravamo arrivati a questo punto quindi tutti confidiamo, finalmente, in una soluzione. Ma – avverte Pianella – se così non dovesse essere la battaglia non si fermerebbe. Potremmo pensare a una nuova manifestazione, a uno sciopero, insomma la protesta proseguirebbe in forme che andranno, nell’eventualità, concordate tra le scuole”.

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