«Niente più danza, chitarra o ripetizioni», doppio turno a scuola: tutte le difficoltà. I sindacati: «Va eliminato»

Un mezzo cotral
di Federica Lupino
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Giovedì 28 Ottobre 2021, 06:40 - Ultimo aggiornamento: 13:17

“Ho dovuto rinunciare a ogni attività al di fuori della scuola. Prima seguivo corsi di inglese, danza, chitarra e davo ripetizioni. Adesso non è più possibile. E come me anche i miei compagni”. Giorgia Ricci ha 17 anni e frequenta il IV del liceo scientifico Colasanti a Civita Castellana, indirizzo Cambridge. Racconta cosa significhi andare a scuola con il doppio turno. Perché non ci sono solo – come se, tra l’altro, fosse poco – i disagi legati al trasporto, ma anche  conseguenze affatto positive sulla crescita dei ragazzi, limitata dal dover abdicare a qualsivoglia attività che non sia il mero studio scolastico.

“Io, tra l’altro, sono fortunata”, sottolinea subito. Il motivo è che Giorgia vive a Civita, quindi non ha bisogno di vedersela coi mezzi del Cotral o coi treni. “I miei compagni, quelli che vengono da fuori, stanno molto peggio di me. Quando usciamo col secondo turno, alle 15,50, alcuni devono aspettare fino alle 17 quando passa il primo bus utile per tornare a casa. Arrivano quasi alle 18 e poi devono studiare per il giorno dopo. Qui non si tratta solo – continua – di aver dovuto abbandonare attività collaterali alla scuola: non abbiamo il tempo di prepararci”. La sua classe da calendario entra alle 9,40 solo il lunedì e il venerdì. “Qualcuno potrebbe pensare che in quei giorni si ha più tempo per studiare la mattina o semplicemente dormire. Ma così non è”, aggiunge. Soprattutto per i pendolari che spesso hanno un unico mezzo per andare a scuola, quello delle 8. “Poi, dopo pranzo – prosegue Giorgia - il calo dell’attenzione diventa pesante. La concentrazione diminuisce, facciamo fatica noi ma anche gli insegnanti che cercano di venirci incontro in tutti i modi. Un compito in classe l’ultima ora è una tragedia. Così come prepararsi il lunedì pomeriggio per le verifiche del martedì”. 

Nei giorni scorsi, le superiori di Civita Castellana sono state tra le più attive della provincia nelle proteste contro i doppi turni. Hanno anche partecipato alla manifestazione di venerdì scorso a Viterbo. “Una rappresentanza è stata ascoltata dal prefetto, ma per ora non è cambiato nulla”, conclude.

A seguire da vicino la situazione anche lo Snals Confsal. “Dalla riunione di oggi (ieri, ndr) al Colasanti e al Midossi è emerso che le scuole dal punto di vista della governance interna si sono organizzate perfettamente nel rispettare gli orari imposti. Ma i disagi stanno diventando insostenibili per alunni e personale”, spiega la segretaria Brunella Marconi che annuncia per oggi una riunione all’ufficio scolastico regionale. “Porteremo di nuovo all’attenzione la questione dei doppi turni nel Viterbese. Finora molte scuole che hanno chiesto deroghe non hanno nemmeno ricevuto una risposta”, attacca. Dura anche la Uil con la segretaria Silvia Somigli:  “Il doppio turno di ingresso e di uscita va eliminato”.

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