Le tavole di Del Piombo traslocano ancora? La campagna elettorale sposta le opere d'arte

Le tavole di Del Piombo traslocano ancora? La campagna elettorale sposta le opere d'arte
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Mercoledì 18 Maggio 2022, 11:26 - Ultimo aggiornamento: 21:15

Una nuova sede (l'ennesima, dopo il Civico di piazza Crispi e le sale dei Portici di Palazzo dei Priori) per Sebastiano del Piombo e le sue tavole, La Pietà (1512-1516) e la Flagellazione (1516-1524)?

L'ipotesi viene accarezzata dal comitato elettorale IoApro Rinascimento con Sgarbi per Viterbo (lista collegata alla candidata sindaco Chiara Frontini) che sogna il Polo museale Faul sarà la porta con cui Viterbo si aprirà al mondo e al grande turismo, generando ricchezza per la città a partire dalla propria storia e dalla propria identità. L'équipe dello storico dell'arte svela un obiettivo su tutti: un turismo colto, consapevole, non più casuale, non più legato agli eventi o ad una toccata e fuga. Viterbo come centro della Tuscia, che finalmente si eleva a capitale dell'arte e torna ad occupare il posto che merita nella storia.

Come arrivare alla meta? Con una carta giudicata vincente, se non miracolosa: l'assessorato alla Bellezza, guidato dall'esperienza internazionale e ben nota esperienza di Sgarbi in questo settore, con relazioni che possono garantire un'interazione tra pubblico e privato, si propone di creare un polo museale a Viterbo che racchiuda, al suo interno, diverse realtà espositive di alto livello. Il contenitore? Una sede adeguata alla musealizzazione per concentrare il museo civico e due spazi destinati, rispettivamente, al museo della Macchina di Santa Rosa e a mostre di maestri dell'arte, per ottimizzare l'offerta artistica della città, concentrando le opere e i visitatori in un'unica sede, con un unico biglietto, che può essere integrato anche con altre esperienze culturali viterbesi (ad esempio, le zone archeologiche).

Chi curerà il marketing promozionale? Allo scopo sottolineano al comitato - verrebbe creato un apposito staff tecnico e comunicativo, capace di estendere alla stampa nazionale e internazionale, agli addetti ai lavori e ai cittadini, gli eventi espositivi. Ed ecco che sul finale entrano in scena la Pietà e la Flagellazione. «Ci vuole coraggio per costruire la Viterbo del futuro. Perché non immaginare l'esposizione delle opere di Sebastiano del Piombo nel palazzo dei Papi, centro dell'identità di Viterbo, dialogando con la Curia Vescovile, come accaduto a Sutri per il museo di Palazzo Doebbing?».
 

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