Viterbo, accordo dopo l'aggressione: CasaPound farà beneficenza a Santa Rosa?
Il leader Iannone: «Non se ne parla, gli darei un altro schiaffo»

Martedì 17 Aprile 2018
Filippo Rossi
Uno schiaffo futurista a fin di bene? Non è proprio così. Dopo l'annuncio di un accordo tra Filippo Rossi e Gianluca Iannone, leader di CasaPound, per scrivere la parola fine sul caso giudiziario, si torna indietro. Iannone questa mattina ha dichiarato: «Non solo non ho mai fatto nessuna donazione per sottrarmi alla querela, ma non ho neanche lontanamente intenzione di farne alcuna se questi sono i termini. Anzi, visto come si sta ponendo il signor Filippo Rossi, sarebbe quasi da schiaffeggiare di nuovo tanto la sua impudenza. Chi ci conosce sa che facciamo donazioni a cadenza oramai quotidiana, ma sempre di nostra spontanea volontà e soprattutto mai dietro una seppur velata, minaccia».

Il caso giudiziario vede il direttore artistico di Caffeina parte offesa e l'esponente di CasaPound imputato per lesioni. Dopo sei anni a Viterbo di calvario giudiziario, tra rinvii e intoppi, i due hanno infatti deciso di accordarsi privatamente. Pur di far finire la vicenda, Rossi rimetterà la querela al patto che Iannone versi una somma al monastero di Santa Rosa per beneficenza. E sull'ipotesi di accordo Rossi aveva detto:«Sono contento del risvolto sociale che ha avuto questo episodio, perché la donazione sarà a favore di un luogo che tutta la città ama». Come non detto.

I fatti risalgono al 14 luglio 2012: a Viterbo si stava per concludere l'edizione estiva di Caffeina festival e Filippo Rossi, intorno all'1 di notte, era ancora nel centro storico con alcuni volontari della manifestazione letteraria. Il direttore artistico si trovava nella segreteria organizzativa del festival, in piazza San Pellegrino, quando Iannone gli si scagliò contro.

Gesto che il militante di Casapound, il giorno seguente, rivendicò con forza: «Quante storie per uno schiaffone futurista scrisse - ma da Filippo Rossi che si ispira a coloro che volevano esaltare l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno, non ce lo saremmo aspettato. Uno schiaffone, come quello di Umberto Boccioni a Ardengo Soffici, che il direttore del Futurista (giornale on-line allora diretto da Rossi, ndr) dovrebbe conoscere bene, niente di più. Altro che spedizione punitiva».

In base all'accordo era stato proposto di ritirare la querela davanti al giudice di Pace il prossimo 15 maggio, verificato il pagamento pro S. Rosa. Ora tutto è in alto mare.
  Ultimo aggiornamento: 18 Aprile, 12:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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