Vaccini, i medici: «Il 20% degli over 60 li rifiuta». E tra i giovani molti preferiscono le ferie

Michele Fiore (a sn) mentre viene vaccinato
di Federica Lupino
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Venerdì 9 Luglio 2021, 06:30 - Ultimo aggiornamento: 19:43

“In queste settimane la campagna vaccinale sta rallentando. E sarà così fino a metà agosto”. Michele Fiore, segretario della Fimmg, la federazione italiana dei medici di medicina generale, descrive la perdita di sprint che si sta registrando nell’avanzamento delle prime dosi.

Una frenata figlia del combinato disposto di due fattori: da un lato, la riduzione delle forniture di circa il 43% per almeno un altro mese, a livello nazionale e a cascata su tutti i territori, come annunciato nei giorni scorsi alla categoria dell’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato; dall’altra, quello che potremmo definire l’effetto ferie. Dopo mesi di restrizioni, quanti hanno la possibilità vogliono organizzarsi l’estate senza alcun tipo di limitazione.

“Sono ormai giorni che facciamo decine di chiamate a vuoto. In questa fase, è difficile – testimonia il dottore – trovare chi abbia voglia di vaccinarsi. Le ferie sono un diritto e non tutti accettano di affrontarle con la spada di Damocle dell’appuntamento per le iniezioni. Visto il rapporto che hanno con noi, molti chiedono di poter anticipare o posticipare la data non rendendosi però conto che non è possibile: una fiala di Pfizer contiene 6 dosi, una di Moderna addirittura 11. Una volta aperte vanno somministrate, non possiamo permetterci di sprecarne nemmeno una”.

La riduzione dei rifornimenti che inciderà sul calo delle prime dosi (sono invece garantite tutte le seconde, come da calendario) e il calo della febbre da vaccini hanno convinto la Regione Lazio a soprassedere, per ora, dall’inserire i medici di famiglia nella rete degli hub e delle farmacie in cui prenotare un appuntamento tramite il portale dedicato. “Un decisione che ci trova d’accordo viste le difficoltà che stiamo riscontrando. Contiamo però – prosegue Fiore – di ripartire da metà agosto con la campagna a pieno regime”.

Dall’analisi delle vaccinazioni sinora somministrate, emerge poi uno spaccato interessante rispetto alle fasce d’età. In un momento in cui si parla di rientro a scuola, i dati in possesso della Fimmg dimostrano quanto sia ancora lontana l’auspicata immunizzazione degli studenti. “Tra Asl, medici di medicina generale e pediatri i ragazzi al di sotto dei 18 anni che si sono sinora vaccinati del Viterbese con la prima dose sono circa 2.700. Un dato non esaltante rapportato ai bassi rischi che un eventuale contagio avrebbe per la salute dei giovani”, fa sapere Fiore. Per la fascia 12-16 anni (per la quale sono partite le prenotazioni su salutelazio), rispetto a una platea di 9.500 adolescenti, con il doppio open-day dedicato di giugno l’azienda sanitaria sinora ne ha vaccinati 1.600, meno di un quarto.

L’altro dato che emerge riguarda gli over60. “Almeno il 20% non si è ancora vaccinato e non ha intenzione di farlo. Ci dicono che tanto non devono andare da nessuna parte e temono più i rischi del vaccino che quelli del contagio. Mentre per i giovani l’appeal di una maggiore libertà ci aiuterà ad avanzare con le somministrazioni, i più anziani saranno difficili da recuperare”, conclude Fiore.

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