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Unitus in prima fila per le iniziative a favore di studenti con dislessia: sì dal Senato

Il rettore Unitus Stefano Ubertini
di Carlo Maria Ponzi
2 Minuti di Lettura
Sabato 26 Marzo 2022, 06:55

Università degli studi della Tuscia: il Senato della Repubblica ha accolto la proposta dell’ateneo di finanziare iniziative a favore di studenti con dislessia. In modo particolare, obiettivo di Unitus «è acquistare – afferma il rettore Stefano Ubertini -  strumenti basati su intelligenza artificiale (AI) di tipo digitale per il supporto alla didattica fruibili su pc, tablet e smartphone al fine di favorire l'inclusione e il miglioramento dell'apprendimento. In tal modo, prevediamo una diminuzione dell'abbandono dei percorsi accademici da parte degli studenti che manifestano disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa), ma anche per le necessità didattiche degli studenti della scuola primaria e secondaria Dsa».

Come si è arrivati al positivo esito? «La proposta approvata in Senato – prosegue Ubertini - è partita dai risultati dello studio svolto dal gruppo di ricercatori Unitus, coordinatrice di VRAIlexia, progetto Europeo di strategic partnership. Lo studio ha rilevato che gli studenti dislessici, a prescindere dal corso di studio frequentato, riescono ad ottenere, in media, 6 crediti formativi in meno all’anno (equivalente a un esame tipico universitario), con relativa incidenza di studenti fuori corso o a rischio di abbandono».

«Siamo doppiamente felici – aggiunge Giuseppe Calabrò,  docente di Elettrotecnica, informatica industriale, responsabile scientifico del progetto -  sia perché una ricerca condotta dal nostro ateneo sia stata la premessa per portare all’attenzione del Governo una esigenza sempre più stringente. Sia perché nello stesso giorno la Camera dei Deputati ha approvato un articolo, nell’ambito del disegno di legge di conversione del decreto Sostegni-Ter, che dà diritti fondamentali, garantendo pari opportunità e mezzi adeguati ai lavoratori con Dsa».

«Crediamo - continua il cattedratico - che un’azione sistemica che vede il coinvolgimento del mondo dell’istruzione, della ricerca scientifica e innovazione tecnologica e del mondo del lavoro, accolta e convertita in finanziamenti a supporto della didattica, possa portare ad un cambiamento concreto verso una società più equa ed inclusiva dove tutti siano messi nelle condizioni di poter esprimere il proprio potenziale».

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