Boom di sfratti a Viterbo dopo la tregua Covid: +90%
Appello del sindacato: «Più fondi per l'affitto»

Boom di sfratti a Viterbo dopo la tregua Covid: +90% Appello del sindacato: «Più fondi per l'affitto»
di Simone Lupino
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 5 Ottobre 2022, 09:14 - Ultimo aggiornamento: 19:31

Boom di sfratti a Viterbo dopo la tregua per il Covid: +90,48% in un anno, secondo il Ministero dell’Interno (ultimo aggiornamento a settembre). Una crescita sostanziosa che coincide con la ripresa delle esecuzioni per il rilascio degli immobili, ma allarmante sulla condizione economica delle famiglie. La Tuscia, infatti, supera di molto la media regionale (+73,07 l’incremento degli sfratti registrato nel Lazio) e stacca nettamente tutte le altre province: Frosinone (+27,27%), Latina (+52,94%), Rieti (+71,43%). Se si parla di variazione, anche Roma è indietro: +79,10%.

Contributi per l'affitto con lo Spid. «Un errore, in tanti sono rimasti esclusi»

Nel periodo-gennaio 2021 gli sfratti eseguiti nel Viterbese sono stati 40. A questo proposito bisogna ricordare che il blocco delle esecuzioni terminava il 31 dicembre, ma le procedure per i provvedimenti emessi prima della pandemia erano già riprese regolarmente nel corso dell’anno, a scaglioni. In questo caso davanti alla provincia di Viterbo si collocano Roma, con 600 sfratti avvenuti, e Latina (104). Dietro, invece, Frosinone (28) e Rieti (12).

Parallelamente, è andata avanti anche l’attività del tribunale. Nel corso del 2021 il giudice di Viterbo ha emesso 245 sentenze (+11,36%), la maggioranza delle quali per morosità: ben 216 i provvedimenti a carico di inquilini che non pagavano più l’affitto, 29 invece quelli per finita locazione. Crescono anche le richieste di esecuzione: 129 (+53,57%). Ovviamente, è Viterbo l’epicentro dell’emergenza nella Tuscia. A far riflettere sulla criticità della situazione in città è invece un altro dato: la quasi totalità degli sfratti emessi per morosità l’anno scorso riguarda il capoluogo, 207.

“Sono numeri molto preoccupanti – dice Marco Proietti, segretario provinciale Sicet (Sindacato inquilini casa e territorio) -. La quantità di persone in difficoltà economica è in crescita, anche in relazione agli aumenti dei costi per le utenze domestiche (luce e gas) e agli altri rincari. Tutto ciò causerà senza dubbio  un ulteriore aumento delle morosità per l’affitto di casa”.

Servono misure di sostegno alle famiglie. “Nell’ultimo decreto aiuti il governo ha stanziato 100 milioni di euro per l’emergenza abitativa, soldi che si sommano a quelli già previsti nella legge di bilancio. La dotazione complessiva è arrivata quindi a 330 milioni, da ripartire sul territorio nazionale. Ma è ancora poco rispetto all’emergenza. In vista della pubblicazione del nuovo bando per l’erogazione dei contributi per l’affitto, come sindacato rivolgiamo un appello a Comune e Regione affinché integrino con fondi propri le risorse messe a disposizione dallo Stato”, conclude il segretario Sicet. Intanto venerdì scorso proprio in Regione, su richiesta di Cgil, Cisl e Uil Lazio, si è aperto un primo tavolo con i sindacati sul tema del caro energia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA