Mercato al Carmine, la ex giunta non canta più "Vittoria": la proroga la firma il dirigente

Mercato al Carmine, la ex giunta non canta più "Vittoria": la proroga la firma il dirigente
di Massimo Chiaravalli
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Martedì 11 Gennaio 2022, 05:50

Il mercato del sabato resterà al Carmine-Salamaro fino al prossimo 30 giugno. Era stato spostato in via sperimentale il 15 febbraio del 2020 con una delibera di consiglio comunale. Ma quella decisione politica poi è stata lasciata nelle mani del dirigente Giancarlo Manetti, che ha firmato le ultime due proroghe, mentre la giunta se ne è lavata le mani. «Un’altra palla lasciata alla prossima amministrazione, un altro problema non risolto dall’amministrazione Arena», secondo l’ex capogruppo di Forza civica Giacomo Barelli.

Il trasferimento, attuato tramite un ordine del giorno della maggioranza, doveva servire a liberare il parcheggio del Sacrario e favorire il centro storico. Tutti i partiti della ex maggioranza avevano rivendicato con forza la decisione, tappezzando la città con il manifesto e la scritta “Vittoria! Finalmente dopo 20 anni il parcheggio del Sacrario sarà libero e fruibile dai cittadini!”. Una scelta che ha però visto gli ambulanti sempre contrari prima, durante e dopo aver provato il nuovo sito.

Passati i primi sei mesi, il 20 agosto 2020 la giunta ha disposto la prima proroga alla sperimentazione per un ulteriore anno, fino allo scorso 30 giugno. Dopodiché il nulla, pandemia a parte. E infatti il dirigente ha optato per le proroghe facendo leva sullo stato di emergenza: il 5 luglio ha allungato la sperimentazione fino al 31 dicembre, e il 10 dello stesso mese, cioè oltre due settimane prima della morte dell’amministrazione per eutanasia, fino al prossimo 30 giugno.

Secondo Barelli «questo non è normale, alla prima proroga scaduta sarebbe dovuto tornare in giunta perché lo spostamento era una decisione politica. Si sarebbe dovuta essere avvertita la giunta e soprattutto il consiglio». Intanto però la sperimentazione prosegue a oltranza. «Ma se è tale bisognerebbe pure sapere se è andata bene o male. Presumiamo male, dalle voci che abbiamo ascoltato. Significa che se ne occuperà il nuovo sindaco: dimostra che il più grave delitto politico dell’amministrazione Arena è di non aver risolto alcun problema, come sui rifiuti». E la “Vittoria”? «Non c’è stata, la scelta ha scontentato tutti. Credo anzi ci sia stato anche qui un problema politico proprio perché non stava andando come avrebbero voluto – conclude Barelli - tanto è vero che hanno fatto fare due proroghe al dirigente».

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