Il cast de La Casa di Carta: «Noi, ladri, ostaggi delle nostre paure»

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Torna la banda di rapinatori con la maschera di Dalì, simbolo di resistenza contro l’oppressione. Al grido di “Bella Ciao”, inno delle prime due parti de “La Casa di Carta”, i rapinatori spagnoli sono nuovamente coinvolti dal Professore (Alvaro Morte) in una missione impossibile, quella raccontata nella nuova, e inedita, stagione, su Netflix dal 19 luglio. Abbiamo incontrato a Milano parte del cast, da Ursula Corberò (Tokyo) e Esther Acebo (Stoccolma) fino a Jaime Lorente (Denver) , Miguel Herran (Rio) e Luka Peros (Marsiglia), che ci hanno raccontato cosa vuol dire per loro, Robin Hood sul piccolo schermo, essere ostaggio di qualcosa, perché come ricorda Arturo, il personaggio più odiato dalla banda (e dal pubblico), nel primo episodio della terza stagione: «Siamo tutti ostaggi di qualcuno». Un sentimento questo condiviso anche dagli attori, che hanno ragionato sui punti di forza de “La Casa di Carta”, che ha conquistato il mondo e il titolo di serie non in lingua inglese più vista su Netflix. (Servizio a cura di Eva Carducci)

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Tutti in fila per la macchina mangia-plastica (che però è rotta)

di Pietro Piovani