Vaticano, vertice sul clima tra leader religiosi e Di Maio per la Cop26. Assente il Dalai Lama

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di Franca Giansoldati
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Lunedì 4 Ottobre 2021, 11:19 - Ultimo aggiornamento: 15:36

Città del Vaticano  - «Il mondo raggiunga il prima possibile l'azzeramento delle emissioni nette di carbone, per limitare l'aumento della temperatura media globale a 1,5 gradi al di sopra dei livelli preindustriali». La terra sta collassando e i leader delle grandi religioni (ma il Dalai Lama non è stato invitato) si uniscono per un appello alla vigilia della Cop26. Stamattina si è svolto uno straordinario incontro in Vaticano – presenti il ministro degli Esteri, Di Maio e Alok Sharma, presidente designato del vertice sul clima che si terrà a Glasgow, in Scozia, tra tre settimane - per fare il punto sulla urgenza di una strategia comune.

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«I leader religiosi che rappresentano le principali religioni del mondo si sono uniti agli scienziati in Vaticano oggi per chiedere alla comunità internazionale di aumentare la sua ambizione e intensificare la sua azione per il clima in vista della COP26». Quasi 40 leader religiosi hanno firmato un Appello congiunto, che è stato presentato da Papa Francesco al presidente designato della COP26, Alok Sharma, e al ministro degli Affari Esteri italiano. I firmatari includono rappresentanti di alto profilo di tutte le confessioni cristiane, islamiche sia sunnita che sciita, ebraismo, induismo, sikhismo, buddismo, confucianesimo, taoismo, zoroastrismo e giainismo. In Vaticano mancava il Dalai Lama,  grande sostenitore della causa ambientale ma evidentemente escluso per non irritare la Cina.

L'appello

L'appello «chiede che il mondo raggiunga il prima possibile l'azzeramento delle emissioni nette di carbone, per limitare l'aumento della temperatura media globale a 1,5 gradi al di sopra dei livelli preindustriali; esorta le nazioni più ricche e quelle con le maggiori responsabilità a prendere l'iniziativa, intensificando la loro azione per il clima in patria e sostenendo finanziariamente i paesi vulnerabili per adattarsi e affrontare il cambiamento climatico; urge i governi ad aumentare le loro ambizioni e la loro cooperazione internazionale per la transizione verso l'energia pulita e verso pratiche sostenibili di utilizzo del suolo, sistemi alimentari rispettosi dell'ambiente e finanziamenti responsabili; impegna gli stessi leader religiosi a una maggiore azione per il clima. In particolare, facendo di più per educare e influenzare i membri delle loro tradizioni e partecipando attivamente al dibattito pubblico sulle questioni ambientali. I leader religiosi sosterranno anche l'azione per rendere ecologici i loro beni comunitari, come proprietà e investimenti».

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«La COP26 di Glasgow è chiamata con urgenza a offrire risposte efficaci alla crisi ecologica senza precedenti e alla crisi di valori in cui viviamo, e così a offrire concreta speranza alle generazioni future: desideriamo accompagnarla con il nostro impegno e con la nostra vicinanza spirituale» ha ammonito il Papa. «Piante, acque, esseri animati sono guidati da una legge impressa da Dio in essi per il bene di tutto il creato. Riconoscere che il mondo è interconnesso significa non solo comprendere le conseguenze dannose delle nostre azioni, ma anche individuare comportamenti e soluzioni che devono essere adottati con sguardo aperto all'interdipendenza e alla condivisione. Non si può agire da soli, è fondamentale l'impegno di ciascuno per la cura degli altri e dell'ambiente, impegno che porti al cambio di rotta così urgente e che va alimentato anche dalla propria fede e spiritualità».

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