Segretario Usa Blinken dal Papa per la preparazione della #Cop26 di Glasgow e si parla anche di Cina

Segretario Usa Blinken dal Papa per la preparazione della #Cop26 di Glasgow e si parla anche di Cina
di Franca Giansoldati
5 Minuti di Lettura
Lunedì 28 Giugno 2021, 12:39 - Ultimo aggiornamento: 16:56

Città del Vaticano – La buona riuscita della #COP26 a Glasgow sembra essere un obiettivo comune tra gli Usa e il Vaticano, così come riportare pace in Venezuela e lottare per i diritti umani in Cina. In attesa dell'incontro tra il Papa e Biden che con ogni probabilità si farà in autunno è il Segretario di Stato americano, Antony John Blinken, ad essere stato ricevuto stamattina da Papa Francesco. Un incontro che, sottolinea in una nota il Vaticano, si è svolto in un «clima cordiale» ed è durato 40 minuti, un tempo ragguardevole per le misurazioni d'interesse d'Oltretevere. Tradotto significa che vi era parecchio da discutere. 

«Per il Papa è stata l’occasione per ricordare il viaggio compiuto nel 2015 ed esprimere il suo affetto e la sua attenzione al popolo degli Stati Uniti d’America». Il laconico comunicato  vaticano non aggiunge nulla di più, mentre il successivo resoconto diffuso dal Segretario Blinken ha ribadito il sostegno degli Stati Uniti in favore di un ritorno alla democrazia in Venezuela e il desiderio di aiutare il popolo venezuelano a ricostruire il proprio paese. Tra i temi affrontati bilateralmente anche le migrazioni, il cambiamento climatico e sugli sforzi per espandere la distribuzione dei vaccini contro il COVID-19.

Infine Usa e Vaticano hanno sottolineato l'importanza di affrontare le sfide in Siria e Libano, nonché in Etiopia e Bielorussia e quelle sulla libertà religiosa in Cina.

Anche sui migranti vi è stato uno scambio di visioni visto che la politica di Biden nei confronti dei flussi provenienti dal centro-america non si discosta poi tanto da quella della precedente amministrazione repubblicana. Nessun riferimento esplicito, invece, a quello che sta accadendo a Hong Kong e al futuro di Taiwan anche se è difficile che nel dossier cinese non lo abbiano affrontato. Taiwan resta una isola assolutamente strategica dal punto di vista militare per gli Stati Uniti, contesa dalla Cina continentale  che considera  parte integrante del suo territorio. Ultimamente al largo di Taiwan non sono mancati episodi piuttosto gravi, sfiorando l'incidente diplomatico e facendo salire la tensione alle stelle per il controllo del Pacifico. La Santa Sede in questa partita non è affatto un attore secondario perché resta uno dei pochi paesi al mondo a mantenere piene relazioni diplomatiche con Taiwan nonostante le richieste cinesi di rompere i rapporti.

Prima di lasciare Washington per arrivare a Roma Blinken aveva diffuso una nota per sottolineare che Usa e Santa Sede sono partner nell'affrontare la sfida del cambiamento climatico e la promozione dei diritti umani, e che vi sono forti relazioni. 

In queste ultime settimane all'interno dell'episcopato americano sono emerse criticità nei confronti della scelta politica abortista di Biden. I vescovi fautori della linea molto rigorosa pro-life sono orientati ad applicare a tutti i politici cattolici (che appoggiano misure abortive) il divieto di fare la comunione. Il contenzioso ha creato non pochi imbarazzi a Papa Francesco.

Per Washington l'importanza del ruolo della Santa Sede nel mondo è fuori discussione: la sua influenza si estende a oltre 1,3 miliardi di cattolici ed è per questo che la Casa Bianca ritiene che sia un partner «fondamentale». Inoltre, secondo il dipartimento di Stato Usa, la Santa Sede, attraverso ordini religiosi cattolici, comunità' laicali e organizzazioni religiose, «resta tra le piu' grandi forze umanitarie del mondo». 

 Secondo il dipartimento di Stato Usa, «mantenendo e rafforzando le relazioni diplomatiche con la Santa Sede, gli Stati Uniti beneficiano della loro impareggiabile presenza globale».  Insomma un riconoscimento a tutto campo del soft power esercitato dal Papa nel mondo.

Per quanto riguarda la sfida dei cambiamenti climatici, Washington riconosce a Francesco «una leadership di lunga data per affrontare la crisi climatica, invitando i leader politici e la societa' civile a prendersi cura dell'ambiente». L'orizzonte di lavoro comune si dirige verso la riduzione delle emissioni di Co2 alla prossima Cop26 di Glasgow. 

In merito alla promozione dei diritti umani, Washington sottolinea che l'argomento e' una priorita' comune, e ta Sede «e' un campione mondiale nella difesa della dignita' umana».

Gli Stati Uniti si sono detti inoltre disponibili a collaborare con la Santa Sede per combattere la tratta di esseri umani. «La tratta di esseri umani e' una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali. I trafficanti minano lo stato di diritto e violano la dignita' umana, derubando donne, bambini e uomini della loro liberta'». 

 

 

 

 

 

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA