PAPA FRANCESCO

Dal Papa il presidente del Consiglio d'Europa, pressing per ratificare Convenzione di Istanbul contro violenza sulle donne

Martedì 22 Settembre 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – Papa Francesco ieri ha ricevuto in Vaticano il presidente dell'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, il belga Rik Daems. Motivo dell'incontro l'imminente celebrazione del 70esimo anniversario della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo siglata a roma il 4 novembre 1950, uno dei più importanti trattati internazionali nonché pietra angolare di tutto ciò che fa il Consiglio d'Europa. Sullo sfondo dell'incontro, però, un altro trattato internazionale è stato al centro dell'attenzione. Il Trattato di Istanbul contro la violenza sulle donne che il Vaticano si è sempre rifiutato inspiegabilmente di firmare e ratificare.

I quotidiani belgi spiegano che il colloquio tra il Papa e il senatore belga Daems ha affrontato la cooperazione tra il Vaticano e l'Europa dei 47 in materia di difesa dei diritti, di democrazia e di stato di diritto. La conversazione è avvenuta in spagnolo e ha toccato un ventaglio di argomenti, tra anche cui l'ambiente e la lotta contro le violenze alle donne.

Il Vaticano pur non essendo membro del Consiglio d'Europa ha un seggio come osservatore e in passato si è associato a diverse convenzioni in materia di organizzazione pan-europea.

Secondo Daems Papa Francesco si sarebbe dimostrato attento ascoltatore sul tema femminile, per contrastare la cultura patriarcale che è alla base della violenza e dei femminicidi. «Il Papa mi è sembrato aperto sull'argomento» ma al momento non ci sono segnali da parte della Santa Sede di adesione al Trattato di Istanbul. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica rappresenta il trattato internazionale di più ampia portata per affrontare questa grave forma di violazione dei diritti umani. Si propone di conseguire l’obiettivo di tolleranza zero e costituisce un ulteriore passo avanti per una migliore sensibilizzazione al problema e per rendere più sicura la vita delle donne all’interno e all’esterno dei confini europei. 

Prevenire la violenza, proteggere le vittime e perseguire penalmente i loro aggressori sono i cardini della Convenzione. Il testo mira a cambiare i cuori e le menti delle persone, la cultura dominante, esortando tutti i membri della società, e in particolare gli uomini e i ragazzi, a mutare atteggiamento. In sostanza, è un rinnovato invito a promuovere una maggiore uguaglianza tra donne e uomini, poiché la violenza sulle donne ha profonde radici nella disparità tra i sessi all’interno della società ed è perpetuata da una cultura che tollera e giustifica la violenza di genere e si rifiuta di riconoscerla come un problema. 

 

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