Papa Francesco all'Angelus: «Dio ama tutti, non bisogna giudicare ma lasciar vivere gli altri»

Papa Francesco all'Angelus: «Dio ama tutti, non bisogna giudicare ma lasciar vivere gli altri»
di Franca Giansoldati
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Domenica 27 Giugno 2021, 12:36 - Ultimo aggiornamento: 17:54

Città del Vaticano – Nel pieno della bufera sul ddl Zan, dopo che il Vaticano ha autorizzato la Nota Verbale per chiedere allo Stato italiano di aggiustare il testo nei punti critici senza affossare la legge contro l'omofobia, il Papa all'Angelus ha parlato ai fedeli della  facile tentazione di cadere vittime dei pregiudizi, di avere atteggiamenti giudicanti e poco accoglienti. Naturalmente non ha fatto riferimenti diretti al fenomeno evidente dell'omofobia troppo spesso causa diretta di raid e bullismo contro i gay. Citando un passo del Vangelo dedicato alla Emorroissa, Francesco si è soffermato a riflettere sulla brutta abitudine di giudicare gli altri, di sparlare di loro, di volerli annientare con le chiacchiere. Per certi versi il discorso che ha fatto Francesco ha evocato la famosissima frase: “chi sono io per giudicare un gay”, pronunciata agli inizi del suo pontificato per fare capire che la Chiesa accoglie gli omosessuali e non intende discriminarli in alcun modo, pur facendo salve le direttive del Magistero (che evidentemente anche per Papa Francesco non possono essere messe in discussione)

«A noi piace guardare le cose brutte degli altri. Quante volte cadiamo nel chiacchiericcio, che è sparlare degli altri? Che orizzonte di vita è questo? Non giudicare la realtà personale e sociale degli altri; non giudicate e lasciate vivere gli altri" ha ripetuto all'Angelus "Guardati attorno: vedrai che tante persone che ti vivono accanto si sentono ferite e sole, hanno bisogno di sentirsi amate. Dai il passo. Gesù ti chiede uno sguardo che non si fermi all’esteriorità, ma vada al cuore; uno sguardo non giudicante, finiamo di giudicare gli altri, Gesù ci chiede uno sguardo non giudicante, ma accogliente. Perché solo l’amore risana la vita. La Madonna, consolatrice degli afflitti, ci aiuti a portare una carezza ai feriti nel cuore che incontriamo sul nostro cammino», ha sottolineato Bergoglio aggiungendo che «Dio ama tutti». 

Il Papa all'Angelus ha ignorato anche le offese rivolte alla figura di Gesù Cristo avvenuta ieri durante il gay pride romano quando tra i manifestanti è apparso anche un uomo vestito come Cristo con la corona di spine e il panno arcobaleno ai fianchi.

Francesco ha concluso la riflessione chiedendo a tutti i fedeli riuniti in una piazza arroventata dal sole di pregare per lui, soprattutto in vista della festa dei santi patroni Pietro e Paolo. «Il Papa ha bisogno delle vostre preghiere, ma so che lo farete». 

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