Papa Francesco, messaggio al mondo: «Ingiusto respingere i migranti»

Papa Francesco, messaggio al mondo: «Ingiusto respingere i migranti»
di Franca Giansoldati
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Città del Vaticano – Ingiusto chiudere i porti ai migranti. Il tema delle migrazioni affiora, ancora una volta, drammatico e urgente a testimoniare che la crisi migratoria in corso è globale e di certo non risolvibile con misure circoscritte alla sola chiusura dei porti o alla creazione di muri di cemento armato. Questo il passaggio più importante del Messaggio di Natale di Papa Francesco in piazza San Pietro: «Il Figlio di Dio, disceso dal Cielo sulla terra, sia difesa e sostegno per quanti, a causa di queste ed altre ingiustizie, devono emigrare nella speranza di una vita sicura. È l’ingiustizia che li obbliga ad attraversare deserti e mari, trasformati in cimiteri. È l’ingiustizia che li costringe a subire abusi indicibili, schiavitù di ogni tipo e torture in campi di detenzione disumani. È l’ingiustizia che li respinge da luoghi dove potrebbero avere la speranza di una vita degna e fa loro trovare muri di indifferenza».

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Come sempre nel testo letto dal Pontefice prima della benedizione urbi et orbi sono stati nominati i Paesi in cui vengono sistematicamente negati i diritti umani fondamentali o dove sono in corso conflitti sanguinosi. Nell'elenco manca però vistosamente la Cina denunciata a livello internazionale a più riprese nel corso del 2019 per le pesanti persecuzioni nei confronti dell'etnia musulmana. 

Francesco menziona anche la destabilizzazione che attraversa tutto il continente latino-americano. Parla di «Nazioni che stanno attraversando una stagione di sommovimenti sociali e politici», ricorda il «caro popolo venezuelano, lungamente provato da tensioni politiche e sociali», e poi la Siria recentemente attaccata dalla Turchia per creare una buffer zone in area curda. Infine il Libano e le proteste contro la classe dirigente corrotta. 

«Cristo sia conforto per l’amato popolo siriano che ancora non vede la fine delle ostilità che hanno lacerato il Paese in questo decennio. Scuota le coscienze degli uomini di buona volontà. Ispiri i governanti e la comunità internazionale a trovare soluzioni che garantiscano la sicurezza e la convivenza pacifica dei popoli della Regione e ponga fine alle loro sofferenze. Sia sostegno per il popolo libanese, perché possa uscire dall’attuale crisi e riscopra la sua vocazione ad essere un messaggio di libertà e di armoniosa coesistenza per tutti». 

Nella lista dei paesi in guerra ci sono lo Yemen («provato da una grave crisi umanitaria: penso ai bambini dello Yemen!!»), l'Iraq «attraversato da tensioni sociali» e la «cara» Ucraina.

Infine l'Africa «dove perdurano situazioni sociali e politiche che spesso costringono le persone ad emigrare, privandole di una casa e di una famiglia». La Repubblica Democratica del Congo, Burkina Faso, Mali, Niger e Nigeria. 

Per ultimo il pensiero è andato alla situazione dei bambini, quelli «abbandonati e quelli che hanno subito violenze».

Mercoledì 25 Dicembre 2019, 12:13 - Ultimo aggiornamento: 26 Dicembre, 09:10
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