Messaggi a distanza tra il Papa e la Cina, sul dossier cinese pesa il caso del cardinale Zen

Messaggi a distanza tra il Papa e la Cina, sul dossier cinese pesa il caso del cardinale Zen
di Franca Giansoldati
4 Minuti di Lettura
Martedì 29 Novembre 2022, 12:52

Città del Vaticano – Assordante silenzio (pubblico) del Vaticano a quattro giorni dalla condanna dell'anziano cardinale di Hong Kong, Joseph Zen, arrestato dalla Cina per aver sostenuto la protesta degli Ombrelli nell'ex Protettorato britannico. La scorsa settimana era stato condannato assieme ad altri cinque componenti del consiglio di un ente caritatevole che raccoglieva donazioni per sostenere lo spese giuridiche e talora organizzative dei difensori della democrazia a Hong Kong.

In base alla nuova legge sulla sicurezza nazionale Zen rischiava fino all’ergastolo ma le proteste provenienti da ogni dove in favore del novantenne prelato hanno indotto i giudici cinesi a riconoscere solo il reato di scorrettezza amministrativa. Il porporato è chiamato il 'Leone di Hong Kong' perchè da anni difende i principi democratici, denunciando al contempo la mancanza di libertà religiosa in Cina. In questi anni è stata una delle poche voci che si sono levate in Vaticano per contestare la linea diplomatica di Papa Francesco sulla Cina che, quattro anni fa, ha portato allo storico accordo sulle nomine dei vescovi. L'intesa tra il Vaticano e Pechino è stata rinnovata alcuni mesi fa, anche se sul territorio cinese le pressioni e le intrusioni del partito sui cattolici che si rifiutano di obbedire all'apparato continuano e, in alcuni casi, sono pesanti. Come, per esempio, la recente nomina di un vescovo decisa dal governo comunista senza consultare il Vaticano. Naturalmente il Papa ha protestato facendo notare che la diocesi non era riconosciuta e che l'iniziativa violava i contorni dell'intesa bilaterale. 

Il cardinale Muller al Papa: «Il cardinale Zen verrà processato dalla Cina, il Vaticano non lo sacrifichi alla ragion di Stato»

Per tutta risposta al comunicato vaticano - quasi un messaggio trasversale - il Ministero degli Esteri cinese ha dichiarato di non essere a conoscenza "della questione specifica". Ecco cosa ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian: «Quello che vorrei sottolineare è che negli ultimi anni la Cina e il Vaticano hanno mantenuto i contatti, hanno raggiunto una serie di importanti consensi, le relazioni Cina-Vaticano continuano a migliorare e promuovono anche lo sviluppo armonioso del cattolicesimo cinese. Il Governo centrale è disposto a espandere continuamente il consenso di amicizia con la parte vaticana e a lavorare insieme per sostenere lo spirito dell'accordo interinale».

In una intervista alla rivista America, diretta dai gesuiti, Papa Francesco, ignorando totalmente la vicenda del cardinale Zen, ha ripetuto che il dialogo con la Cina continuerà nonostante le vistose defaillance.

Colloquio all'Onu Parolin-Lavrov alla vigilia del referendum per l'annessione del Donbass, pesa lo spettro atomico

«Non si tratta di parlare o di tacere. Non è questa la realtà. La realtà è dialogare o non dialogare. E si dialoga fino al punto in cui è possibile. Per me, il modello più grande che trovo nel periodo moderno della Chiesa è il cardinale Casaroli. C'è un libro intitolato Il martirio della pazienza che parla del suo lavoro in Europa orientale (…) Il dialogo è la via della migliore diplomazia. Con la Cina ho scelto la via del dialogo. È lento, ha i suoi fallimenti, ha i suoi successi, ma non riesco a trovare un'altra strada. E voglio sottolineare questo aspetto: Il popolo cinese è un popolo di grande saggezza e merita il mio rispetto e la mia ammirazione. Mi tolgo il cappello di fronte a loro. E per questo cerco di dialogare, perché non è che andiamo a conquistare la gente. No! Lì ci sono i cristiani. Bisogna prendersi cura di loro, affinché possano essere buoni cinesi e buoni cristiani».

© RIPRODUZIONE RISERVATA