CORONAVIRUS

Il Vaticano chiude per prevenzione tutte le catacombe, il rischio dei contagi nei cunicoli è alto

Venerdì 28 Febbraio 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – Il Vaticano ha preso le prime misure per contenere la possibile espansione del contagio al coronavirus chiudendo le catacombe. Si tratta di decine di siti in tutta Italia, dalla Sicilia, alla Sardegna, alla Toscana, comprendendo anche le catacombe più famose e note di Roma. Santa Domitilla, Santa Priscilla, San Callisto. Una misura cautelativa presa alcuni giorni fa da monsignor Lello Iacobone, presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. «Speriamo di riaprirle il più presto possibile, forse già la seconda settimana. Si tratta di un provvedimento cautelativo». La chiusura sarebbe stata sollecitata dalle guide turistiche che hanno chiesto maggiori tutele. Al momento, invece, nessun provvedimento è stato ancora preso per i Musei Vaticani nonostante l'alto tasso di turisti e gli spazi ristretti esistenti.

Il motivo che ha portato a questo provvedimento eccezionale riguarda gli ambienti umidi e molto angusti delle catacombe in cui i turisti si trovano, generalmente ammassati per gruppi e costretti a percorrere un reticolato sotterraneo piuttosto esteso per poter visitare i siti in cui sono conservate le tombe più famose, gli affreschi, le sculture. In queste circostanza il rischio contagio è potenzialmente molto più alto che altrove. Le gallerie sotterranee che venivano usate in epoca romana dalle prime comunità cristiane come luoghi di sepoltura costituiscono un patrimonio artistico e di fede di notevole valore e sono meta ogni anno di centinaia di migliaia di persone. 


 

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