Raùl Moro, il talento della Lazio in rampa di lancio alla Ternana: "Fere da serie A, poi sognerò in biancoceleste"

Raùl Moro, il talento della Lazio in rampa di lancio alla Ternana: "Fere da serie A, poi sognerò in biancoceleste"
di Paolo Grassi
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Giovedì 29 Settembre 2022, 00:45

Il pallone tra i piedi sin da quando aveva tre anni, un talento precoce, l'infanzia passata tra il calcio e il ristorante di famiglia dove il papà gli faceva pure fare il cuoco. Fino alla "cantera" del Barcellona (fucina di talenti) e l'arrivo in Italia. Prima alla Lazio, poi in prestito alla Ternana. Raùl Moro, a 19 anni e mezzo, ha fatto tutta questa strada. E non si ferma certo qui. A Terni si è inserito bene, quando tornerà alla Lazio sarà maturato e pronto per il trampolino di lancio. Per ora, però, pensa alle Fere, alla squadra che lo ha accolto bene, al gruppo nel quale dice di trovarsi già alla grande. Spagnolo, nato ad Abrera, Catalogna. Cresciuto nel mito di Leo Messi, che vedeva allenarsi, ma anche con quello di Cristiano Ronaldo. «Sono i due migliori al mondo - dice - inarrivabili». Al Barcellona, ci è stato fino a 16 anni, quando la Lazio lo ha preso pagandolo 8 milioni di euro. Ai tempi in cui era nei giovani del "Barça" giocava insieme a giocatori come Pedri, Nico Williams e Yeremy Pino, già diventati stelle del calcio mondiale. Anche Raùl Moro sogna di diventarlo presto. Intanto, è già nel giro della Spagna Under 21. La Lazio lo ha fatto esordire in serie A. Intanto, lo ha mandato a fare esperienza alla Ternana. «Qui, sto bene. Mi hanno tutti accolto benissimo. La città è tranquilla e sono in una squadra molto valida». E' rimasto sorpreso anche dai tifosi, specie nel derby che lui ha giocato nei minuti finali. Primi passi nel calcio, quando andava all'asilo. «A tre anni - racconta - giocavo con i miei compagnetti, che ne avevano quattro. Questo, perché io sono nato di dicembre. Abbiamo cominciato insieme a giocare al calcio». Soprattutto anche dalla famiglia. Il papà e la mamma lo hanno sempre assecondato in questa passione. Il padre, quando giocava le partite giovanili in Spagna, prendeva le ferie dal lavoro. I suoi, lo hanno sempre seguito, anche quando ha accettato di venire in Italia giovanissimo. Fino a Roma. Ma anche fino a Terni. «Qui in città - dice - ho preso un appartamentino. Mio padre viene da me spesso. Ma a turno, si alterna con mia madre e mia sorella». In Italia, dunque, si trova bene. Anche se a Roma ha avuto lo scorso aprile anche una brutta esperienza, insieme a suo padre, quando sono stati fermati per strada da 4 malviventi che li hanno picchiati e hanno rubato la loro auto. «Quella, poi, l'hanno ritrovata - racconta lui - ma certe brutte esperienze non si dimenticano più». Meno male che c'è il calcio. E che c'è la Ternana. «I compagni, il mister, gli altri... tutti mi hanno accolto bene. Io mi trova bene a giocare in una squadra che secondo me ha le qualità per puntare alla serie A. Le mie caratteristiche sono velocità e uno contro uno. Noi attacchiamo a tre con gli esterni aperti. Questo, mi piace». Nel suo ruolo c'è gente come Cesar Falletti, Anthony Partipilo e anche Antonio Palumbo. «Tanti giocatori di qualità. Cerco di imparare da loro». La sua squadra del cuore? «Tifo per la Lazio. Il mio sogno è quello di fare bene qui con la Ternana, poi dare il mio contributo alla Lazio. Per poi tornare in Spagna e giocare lì. La Nazionale? Magari!»

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