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Cinquantuno firme per cinque punti: il manifesto degli "Innovatori" per Terni

Domenica 3 Maggio 2020 di Lucilla Piccioni

TERNI Doppia sfida: una per i cinquantuno firmatati del manifesto, l'altra per la città di Terni. Per i primi, che hanno ideato i cinque pilastri su cui si regge la loro proposta per la città, la sfida consiste nel dare il via ad una partita tutta da giocare di cui si sono delineate solo le linee guida, per la gente della conca la sfida è armarsi di positività, capire che non c'è più tempo da perdere e non rinunciare a pensare al futuro. Ma chi sono i cinquantuno che hanno deciso di mettersi insieme e firmare un manifesto per provare a garantire un futuro alla città? Sono ternani di diversi orientamenti politici e di diversa formazione culturale, tutti hanno come scopo quello di voler scrivere le pagine del futuro di Terni «perché non sia scritto da altri e perché siamo ancora in tempo per decidere come saremo», spiega Luca Diotallevi, uno dei promotori del manifesto. Si parte dalla consapevolezza della crisi che attanaglia la città, ma che ancora non è riuscita ad ucciderla. «Non siamo morti, c'è ancora speranza». Primo passo è pensare a Terni allargando i confini al di là delle mura cittadine, inserendo la città in un ambito globale. L'idea è di chiamare a raccolta i piccoli municipi, almeno una decina di comuni, in modo tale da creare una grande città che possa competere sia a livello Regionale che nazionale. Una città che conti dai 150.000 ai 180.000 abitanti. Vengono considerate le tante opportunità che la città ha, da quelle culturali, a quelle della qualità urbana, a quelle paesaggistiche, al sistema sanitario, alla presenza sul territorio delle multinazionali e del saper fare manifatturiero di un vivace tessuto di micro e piccole imprese. Beni che nell'area ternana hanno una concentrazione superiore alla media dell'Italia centrale e meridionale, «Il grande patrimonio che abbiamo nella nostra città sono le multinazionali e dobbiamo adoperarci affinché a loro interessi quello che fanno a casa nostra», ha sottolineato Diotallevi consapevole dell'impatto che avrà questa sua affermazione. Altro pilastro su cui lavorare per i firmatari del manifesto quello delle connessioni che devono essere veloci, all'avanguardia. Dalle infrastrutture logistiche, come il corridoio Civitavecchia-Ancona ed il corridoio nord dell'area metropolitana romana, a quelle digitali, dalle reti della cultura a quelle dell'istruzione. «E' urgentissimo e possibile dare maggiore velocità alle infrastrutture Roma-Ancona ed alle E45», dicono i firmatari. Tra i nomi nuovi ci sono anche quelli del regista Marco Plini, di Alessandro Rossi, Federico Zacaglioni e poi le dottoresse Patrizia Mecocci e Maria Grazia Proietti, Antonello Fiorucci, Alexander Borrelli, Alessio Patalocco. In sostanza il manifesto vuole essere un segno positivo che con ragionevolezza intravede prospettive per la città a condizione di cambiare e di essere innovativi. Un richiamo all'assunzione di responsabilità per tutti. Al bando la nostalgia per una città che non c'è più, i tempi di Terni nostru di Furio Miselli sono storia andata. Adesso servono azioni concrete per incanalare le idee .

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