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Le ambizioni prudenti di Lucarelli: "Sogno di allenare la Ternana in serie A, è il nostro obiettivo ma quest'anno ci proveranno in diciotto"

Le ambizioni prudenti di Lucarelli: "Sogno di allenare la Ternana in serie A, è il nostro obiettivo ma quest'anno ci proveranno in diciotto"
di Paolo Grassi
3 Minuti di Lettura
Domenica 7 Agosto 2022, 00:55 - Ultimo aggiornamento: 13:18

Con la nuova stagione della Ternana, a un giorno dalla gara di Coppa Italia con la Cremonese, mister Cristiano Lucarelli sale ai posti di combattimento. Stando al nuovo paragone locomotorio, sale sul trattore, ma lo fa indossando pure armatura e scudo. Gli obiettivi, li consociamo. Eppure lui lancia moniti. Come prima cosa, sintetizza le ambizioni: «Io ho un obiettivo e un sogno. L'obiettivo è allenare l'anno prossimo in serie A, il sogno è farlo con la Ternana». Però... c'è un però. «Dobbiamo provarci, ma non sarà facile. Ci sono diciotto società che puntano alla serie A. Numeri alla mano, due di queste dovranno retrocedere. C'è sempre il rischio di partire con un'ottima squadra, ma di ritrovarsi poi a cercare di non retrocedere. Non vorremmo correre questo rischio. Per questo, saremo un trattore, simbolo di umiltà e lavoro. E i trattori sanno trainare anche il carro armato. Gli altri non ci vedono favoriti? Può essere un vantaggio. Noi non guarderemo gli altri, ma penseremo solo a noi. Agli obiettivi grandi, si arriva per micro-obiettivi. Ogni singola partita sarà un obiettivo. Senza tabelle. In questo modo, anche se sei meno forte, puoi farcela».

E il mercato? Si aspetta altri colpi per completare la squadra? Glissa, su questo, Lucarelli. Glissa, ma poi aggiunge qualcosa: «Di mercato, non parlo. A fine campionato ho sentito parlare di quattro Under e quattro Over. Siamo a un Over e tre Under». Intanto, si sta chiudendo per Mamadou Coulibaly. «Se dovesse arrivare, non sarebbe subito disponibile, essendo infortunato. Ma è uno che, se sta bene, è tra i più forti Under in serie B». Il modulo di partenza è 4-3-2-1, ma Lucarelli non chiude la porta a variazioni. «Partiamo da questo, perché è quello che ci permette meglio di far giocare tutti i più bravi. Ma se dal mercato non arrivassero risposte per consolidare questo sistema, non faremmo come l'anno scorso che abbiamo aspettato gennaio. Cambieremmo prima». Quest'anno, più attenzione alla fase difensiva: «Sarà importante stare corti e stretti in 30' metri quando ci difendiamo e andare in tanti sulle traiettorie di palla. Su questo, saremo intransigenti». C'è, intanto, da giocare anche su un Liberati rizollato.

Domani parte l'intervento. «Non faccio il giardiniere – dice il tecnico – ma sono sicuro che la società farà le cose bene. Serve anche qui attenzione. Mi ricordo ancora un precedente, quando il Verona vinse a tavolino a Cosenza perché una rizollatura dello stadio non attecchì. Ma ho alle spalle una società che fa un grande sforzo su tutto. Anche per farci allenare come una società di serie B, sebbene abbia infrastrutture non idonee alla serie B». E i nuovi campi della Polymer? «Molto buoni, terreni eccellenti e rispondenti agli standard. Ma sono larghi 58 metri. Non bastano, per curare alcuni aspetti». Che anno si aspetta? «Spero che sia l'anno di tutti. Quando ognuno ha azzeccato il suo anno, abbiamo fatto grandi cose».

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