Marcelli (Cisl): «Infrastrutture indispensabili per le aziende di Terni e dell'Italia Centrale»

Marcelli (Cisl): «Infrastrutture indispensabili per le aziende di Terni e dell'Italia Centrale»
di Riccardo Marcelli
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Sabato 3 Aprile 2021, 15:17

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Riccardo Marcelli, responsabile Cisl Terni, sul tema delle infrastrutture fondamentali per Terni e l'Italia Centrale

«C’è una questione dell’Italia centrale e Terni ne rappresenta lo snodo per il ruolo di città della manifattura sostenibile capace di generale Pil per l’Umbria e a cascata per le regioni limitrofe. C’è anche un paradigma da cambiare: occorre riconoscere il valore del trasporto collettivo.

Mercoledì scorso è stato organizzato il convegno on line “Civitavecchia-Orte-Ancona occasione di rilancio dell’Italia centrale”. Per una pura coincidenza lo stesso giorno il professor Luca Diotallevi ha firmato su Il Messaggero l’editoriale dal titolo “C’è un ponte che va ricostruito ed è quello dell’Italia Centrale”.

Sembra di essere tornati indietro nel tempo quando il Papa Pio IX caldeggiava la messa in opera della Ferrovia dei due Mari considerandola un’opera fondamentale e strategica per quella porzione d’Italia che all’epoca era identificata con confini diversi da quelli attuali. La strategicità del corridoio rimane pure in questi anni Venti. Il potenziale di questa ferrovia riguarda sia il traffico passeggeri, sia quello turistico e sia quello merci. E il fatto che nell’ipotesi di progetto del Next generation EU ci siano stanziati 510 milioni di euro per il completamento del raddoppio e l’eventuale ammodernamento delle linee, con treni sempre più sostenibili, è di buon auspicio. Ma non basta.

Come sindacato, dopo la chiusura del Magnetico delle Acciaierie e il conseguente accordo, chiedemmo il completamento della strada Orte-Civitavecchia e il ripristino della ferrovia nella consapevolezza che le imprese presenti sul territorio, potessero gestire la movimentazione delle merci con costi più contenuti a favore dei lavoratori e del lavoro. Anche in quel caso il sindacato fu lungimirante. Oggi Ast movimenta oltre il 50 per cento dei prodotti in entrata e in uscita dalla Fabbrica su ferrovia. Un dato che secondo alcune stime continuerà ad aumentare e che ha costretto anche alcune importanti aziende del territorio di autotrasporti a riqualificarsi rimanendo sul mercato e al tempo stesso contribuendo al miglioramento ambientale della città che potrà trovare la massima soddisfazione con il completamento della Piastra logistica di Maratta che, come  Cgil Cisl Uil,  chiediamo da anni nella piattaforma work in progress.   

Ma in questo contesto storico ogni forma di connessione andrebbe rafforzata, perché la chiusura di un territorio rischia di rappresentare l’anticamera della sua marginalizzazione: dalle infrastrutture logistiche, a quelle digitali, dalle reti della cultura a quelle dell’istruzione e della formazione. Sarebbe urgente dare maggiore velocità alle infrastrutture Roma-Ancona ed alla E45. Occorrerebbe mettere all’opera il valore strategico di Terni e dell’Umbria, intervenendo pure sulla Flaminia che potrebbe diventare lo snodo di una connessione multimodale di rilievo europea e dunque di non trascurabile rilevanza globale.

Rispetto a tutto ciò Terni deve giocare un ruolo importante nella definizione della questione dell’Italia centrale perché ha un’elevata densità di multinazionali presenti sul territorio che insieme che insieme ad un sistema di piccole e medie aziende di qualità possono realmente contribuire alla rigenerazione di un territorio che necessariamente deve far rete tra i comuni verso una grande città media. Terni insieme al comprensorio può diventare l’anello di congiunzione per la sostenibilità dell’Italia centrale».

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