«Ho cacciato gli spacciatori,
mi hanno preso a bottigliate»

Domenica 12 Agosto 2018 di Luca Benedetti
Uno scorcio di corso Garibaldi
PERUGIA - «Noi sfidiamo gli spacciatori di corso Garibaldi, da mesi. E non siamo i soli. L’altra notte (quella tra venerdì e sabato, dnr)  stavo andando da un amico in via dei Pellari, avevo appena lasciato il locale quando uno ha cercato di prendermi a bottigliate. Mi ha sfiorato, la bottiglia è andata in frantumi sul muro, ma le schegge mi hanno ferito. Al volto. Ho colpi anche al petto. Ho cercato di dargli dietro, c’erano lui e altri due o tre, li ho visti chiaramente».
Come quelle schegge hanno ridotto Michele Radicchia chef del “Camino Garibaldi” di Corso Garibaldi, lo raccontano bene le foto. Ha la sigaretta tra le labbra per stemperare la tensione all’uscita dal Pronto soccorso. Gli hanno dato dieci giorni di prognosi, ha chiamato i carabinieri che hanno fatto intervenire l’ambulanza. Ieri mattina la burocrazia dell’aggressione si è chiusa con la denuncia presentata alla caserma Fortebraccio, non lontano da dove è avvenuto l’agguato. Adesso tocca alle forze dell’ordine cercare di mettere a posto il puzzle dell’assalto per cercare di bloccare chi ha tirato la bottiglia cercando di prendere in faccia lo chef.
Per San Lorenzo a Corso Garibaldi c’era tanta gente. La Notte Bianca ha funzionato. E anche Andrea era soddisfatto dopo una lunga giornata di lavoro. Non si aspettava l’aggressione degli spacciatori magrebini.
«Ma ce le promettono ogni volta che li cacciamo da davanti ai locali, dalla piazza o dalla via», racconta Radicchia. «“Voi siete amici degli sbirri”, ci dicono. “Vi mettiamo un coltello in pancia”, ce lo ripetono spesso dopo aver spacciato lungo corso Garibaldi, dentro alla chiesa di piazza Lupattelli e anche a piazza Grimana. Sono sempre gli stessi, le stese facce. Noi abbiamo aperto l’otto marzo. Siamo cinque amici, io ho 38 anni, gli altri sono quasi tutti coetanei. Ci crediamo in questa avventura. È la nostra vita, è la nostra città. E ci crede chi ha le attività lì e chi lì ci vive per questo motivo cacciamo gli spacciatori e li guardiamo in faccia». Li cacciano e chiamano le forze dell’ordine. E da quando è iniziata la sfida Michele è sicuro che per quelli che spacciano gli affari sono diminuiti. Ecco perché hanno alzato il rito.
Lì, in Corso Garibaldi sono in tanti a sfidare gli spacciatori, commercianti residenti. E la notte tra venerdì e sabato è andata in scena una delle rappresaglie più feroci. Forse pensata e organizzata proprio in occasione della Notte Bianca, quasi a dare un segnale, come dire qui non si passa ci siamo noi e facciamo quello che vogliano, chi si mette in mezzo rischia grosso.
Come ha rischiato grosso Michele, lo chef che era andato a trovare gli amici di un altro locale quando era finita la faticata della serata di San Lorenzo, un evento a cui le associazioni che sono attive nella zona di Corso Garibaldi tenevano in maniera particolare. Un evento preso a pretesto per una sorta di punizione punitiva. Perché è difficile leggere diversamente quello che è successo la notte di San Lorenzo.
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