Giovani, lavoro, formazione e welfare: dal convegno della Cisl le proposte per rilanciare Terni

Giovani, lavoro, formazione e welfare: dal convegno della Cisl le proposte per rilanciare Terni
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Giovedì 1 Dicembre 2022, 17:08 - Ultimo aggiornamento: 17:09

Destare la città dall'inverno democrafico, per dirla con le parole della Cisl, per far sì che torni a essere il luogo nel quale si decide di trovare lavoro, vivere e far crescere la propria famiglia. Con questo obiettivo oggi si è tenuto presso l'istituto tecnico economico e professionale A. Casagrande - F. Cesi l’incontro “Quali prospettive per il benvivere”, un seminario tutto dedicato a Terni, nel quale la Cisl si è confrontata con alcuni dei protagonisti del territorio per cercare una strada, almeno progettuale, per tornare ad essere attrattivi. 

La location non è stata casuale: una scuola che conta circa 1200 persone, tra studenti, personale e insegnanti. Una scelta, arrivata dal segretario regionale Cisl Umbria Riccardo Marcelli, per dare un segnale che può essere sintetizzato con due parole: formazione e giovani. Binomio necessario che può dare futuro al territorio ternano. Per Marcelli lo slogan potrebbe essere "Meno Pil e più Bes (Benessere equo e sostenibile)".

L'incontro ha preso le mosse dall'analisi della situazione attuale. La fotografia, della dottoressa Simona Coccetta, responsabile dei Servizi statistici del Comune, evidenzia a Terni una popolazione che diminuisce progressivamente, che invecchia e che riconosce nel proprio tessuto socio - economico sempre più persone immigrate da altri Paesi. Le famiglie umentano complessivamente come numero, ma sono sempre più piccole e molte formate da una sola persona. Da persone che spesso decidono di non sposarsi e di non avere figli. C’è poi la popolazione attiva, quella che lavora, che diminuisce. 

Partendo da questa analisi, Riccardo Marcelli nel suo intervento ha parlato di “un futuro che si deve basare sull’offerta di lavoro ma anche di servizi, proprio per questo qualche giorno fa abbiamo presentato una road map per riuscire a dare risposte ai cittadini anche in termini di assistenza e di sanità. Se per i giovani dobbiamo pensare ad un’offerta formativa rispondente alle esigenze di un territorio - ha spiegato il sindacalista -, per gli over 65 non possiamo più tollerare che, per una visita diagnostica, questi si debbano sottoporre a spostamenti troppo gravosi. La sanità - ha concluso - deve essere pubblica, di qualità e rispondente alle esigenze dei cittadini e dei territori”.

Se per don Luca Andreani, coordinatore pastorale giovanile e familiare della diocesi Terni-Narni-Amelia, i giovani sono la vera ricchezza (e bellezza) del territorio, centrale diviene la questione dell’integrazione. Questa passa dal saper accompagnare tutti i giovani al lavoro, anche e soprattutto attraverso una formazione adeguata e rispondente alle esigenze del territorio. “Come Terni potrà diventare una città giovane?” E’ stata la provocatoria domanda di don Luca Andreani, che ha rivolto ai numerosi partecipanti all’incontro. “Dobbiamo - ha precisato il coordinatore pastorale - accompagnarli e assecondarli nei loro sogni e nella connessione con i coetanei”. Giovani da trattare alla pari insomma.


Gli stessi giovani che per Riccardo Befani, vicepresidente dell’Azione cattolica giovani, devono essere protagonisti delle proprie scelte. Con Befani infatti la prospettiva del ragionamento è stata esplicitamente mutata. “Come fa una città, come Terni, ad essere attrattiva? Perché qualcuno dovrebbe decidere di venire a vivere proprio qua?” Per questo sono necessarie le giuste decisioni della politica, offrire un tessuto sano e sicuro dal punto di vista sociale, ma soprattutto ci vuole occupazione. Ed ecco dal seminario emergere un altro binomio: formazione e lavoro. “Il tessuto dell’area del perugino e del folignate non sono uguali a quello ternano. Se questo è una ricchezza (e lo è) - ha precisato il rappresentante dell’Azione cattolica giovani -, dall’altra è necessario pensare a un Its ternano in modo che la formazione sia rispondente all’offerta di lavoro”.


Se un luogo del benvivere deve essere sicuro ed avere offerte di lavoro, è necessario ripensare Terni anche in termini urbanistici e di sviluppo. E’ stato l’architetto, professore dell’Università degli studi di Perugia Alessio Patalocco ad aggiungere questo tassello al ragionamento. “Dobbiamo accettare il cambiamento - ha sottolineato - sia da un punto di vista urbano che civico. Nel fare questo dobbiamo saper coinvolgere i giovani e farli sentire incisivi”. Protagonisti, in altre parole. E premessa di questo è certamente la formazione, anche e soprattutto di alto profilo, nel rispetto della vocazione territoriale.
Una territorialità che non dovrebbe portare con sé solo una proposta formativa ma anche un’offerta di welfare, non solo pubblico ma anche quello sussidiario “Questo - ha affermato la professoressa Mariella Ursini del dipartimento Scienze politiche dell’Università degli studi di Perugia -  deve andare di pari passo con quello pubblico e serve per riuscire a dare risposte alle vulnerabilità”.

“Dobbiamo dare risposte occupazionali ai giovani - ha detto in conclusione il segretario generale Cisl Umbria, Angelo Manzotti - che sono i protagonisti non del futuro ma anche del presente. A questi, inoltre, va garantita anche una pensione, in un mercato del lavoro dove sappiamo che, nella maggior parte dei casi, chi entra nel mercato del lavoro dovrà cambiare più posti di lavoro. Da questo si rende necessaria un’istruzione sempre più specifica, ma anche un percorso formativo per tutta la vita lavorativa”. Manzotti è tornato sull’esigenza di un Its anche a Terni. “Già due anni fa abbiamo fatto questa battaglia, ma siamo rimasti inascoltati. Abbiamo portato avanti questa richiesta perché siamo consapevoli delle specificità di questo territorio: a Terni, con una sola azienda, viene garantito il 25 per cento della ricchezza umbra”. Sul welfare Manzotti ha detto che: “in questa situazione di difficoltà, frutto del problema pandemico e dell’inflazione, ci siamo accorti che anche lavorando si può essere poveri. Per questo chiediamo a livello nazionale e regionale di creare un nuovo Patto sociale, cercando di dare risposte ai lavoratori e ai pensionati. Risposte che devono arrivare in termini di recupero inflattivo ma anche in termini di servizi, come nella sanità (dove sono state messe a disposizione importanti risorse dal Pnrr). Dove sono necessarie nuove assunzioni, ciò anche per superare le liste d’attesa”.

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