Foligno, uomini che odiano le donne: un caso ogni 24 ore. «In grande aumento le vittime di codice rosso»

Martedì 18 Agosto 2020 di Giovanni Camirri

FOLIGNO - Uomini che odiano, e picchiano, le donne numeri in vertiginoso aumento. E’ quanto emerge dall’analisi dei dati che riguardano l’attività sul “codice rosso” condotta dagli agenti del commissariato di Foligno coordinato dal vicequestore Bruno Antonini. Da metà luglio a questi giorni la media quotidiana è di un caso al giorno. Al centro ci sono coppie di stranieri, coppie di Italia, e coppie miste. Le vittime sono sempre le donne che vengono aggredite verbalmente e fisicamente da uomini spesso in preda all’alcool o, quando lucidi, annebbiati da quella che loro stessi hanno definito come “gelosia”. Sempre più donne, va detto, denunciano e decidono di non subire più violenze fisiche e verbali. Il dramma, però, resta e casi del genere, come i numeri dimostrano, continuano a crescere. E per una vicenda denunciata che ne sono molte altre che che non vengono alla luce. Situazioni complesse da raccontare a qualcuno soprattutto quando di mezzo ci sono i figli o quando si tene che la reazione dell’uomo possa amplificare le violenze già patite. Violenze che in molti casi sono verbali ma non non per questo fanno meno male e diventano anche il passo precedente, o parallelo, all’aggressione fisica.  Sui casi di violenza contro le donne era intervenuto l’assessore comunale alle pari opportunità Paola De Bonis, che a Il Messaggero aveva sottolineato: “Violenza contro le donne, casi in aumento e spuntano anche vittime con disabilità». «Siamo in presenza - dice De Bonis - di situazioni molto complicate dove i dati che emergono dalla relazione dell’associazione Liberamente Donna, e grazie il costante confronto con tutti i soggetti interessati alle politiche di parità arrivando fino a carabinieri e polizia, impongo l’avvio di un ragionamento che deve andare oltre l’azione di indirizzo in favore di atti concreti. Purtroppo - ribadisce De Bonis - i casi di violenza, sia psicologica che fisica, sulle donne sono in crescita e per avere una dato reale non possiamo che attenerci a quelli ufficiali. Sappiamo anche che molte situazioni non vengono denunciate. Proprio per questo l’azione di sensibilizzazione, accoglienza e soprattutto di ascolto ha un ruolo essenziale per formare un argine solido, collettivo ed efficace. Tra i casi noti ci sono anche situazioni dove le vittime sono donne con disabilità che hanno deciso, come molte altre, di reagire e di dire basta a soprusi e violenze». Un supporto a sostegno delle donne vittime di violenza arriva dal Telefono donna. “Il numero verde – si legge sul sito web della Regione Umbria - del Servizio Telefono Donna 800861126 (attivo fin dal 1991) garantisce costantemente attività di ascolto e accoglienza qualificata alle donne vittime di violenza di genere orientandole verso il Sistema regionale dei servizi antiviolenza: è accessibile gratuitamente 24h su 24, sette giorni su sette da tutto il territorio regionale. Il numero è collegato al numero telefonico nazionale di pubblica utilità 1522 - istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le pari opportunità. Rispondono sempre al numero verde 800861126 operatrici altamente formate e di comprovata esperienza nell' ascolto e nell'accoglienza delle donne vittime di violenza, che possono ricevere così il necessario sostegno e un primo orientamento sulla possibilità di uscire dalla situazione di violenza. La domanda di aiuto viene spesso orientata, in modo strutturato ed organizzato, al Sistema dei servizi specializzati pubblici e privati presenti sul territorio regionale e inseriti nella mappatura del Cpo”.

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