Attentato alla sede della Lega a Treviso, indagati due anarchici umbri
Ecco cosa dicevano i loro manuali per costruire bombe

Il materiale sequestrato dalla Digos
di Michele Milletti
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Giovedì 4 Febbraio 2021, 11:37 - Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio, 09:02


PERUGIA Disegni e testi per confezionare bombe. Insomma, veri e propri manuali del terrore. E poi una fitta corrispondenza con anarchici in carcere e accusati di fatti piuttosto gravi, come l’esplosione di un ordigno rudimentale fatto esplodere il 7 dicembre 2017 davanti alla caserma dei carabinieri a San Giovanni, Roma. Un’azione per cui sono state arrestate sette persone con l’accusa di «associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi».
Questo e altro hanno trovato gli investigatori delle digos di Perugia e Terni, diretti da Gianfranco Leva e Marco Colurci, ieri mattina all’alba nelle case di tre attivisti anarchici. Due donne e un uomo. Residenti a Massa Martana e Terni. Due dei tre sono (una delle due donne, di Massa Martana, e l’uomo di Terni) indagati perché ritenuti responsabili, negli ultimi mesi, di istigazione a delinquere, danneggiamento e vilipendio della Repubblica. Mentre per il terzo gli investigatori, diretti dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Perugia, Manuela Comodi, e con il coordinamento del Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo interno della Direzione centrale polizia di prevenzione, stanno valutando la posizione. 

Al centro degli accertamenti «numerose» scritte di matrice anarchica di incitamento alla violenza e di vilipendio della Repubblica; affissioni di manifesti abusivi di rivendicazione dell’attentato alla sede della Lega, a Treviso, nell’agosto del 2018; una manifestazione compiuta in pieno periodo lockdown lo scorso primo maggio. Nel corso delle perquisizioni è stato rinvenuto svariato materiale di propaganda anarchica e di proselitismo, sia cartaceo che informatico, unitamente a due maschere antigas, alle calcomanie utilizzate per imbrattare edifici e a sostanza stupefacente. Tutto sequestrato, assieme a computer, tablet e cellulari dei tre proprio per ricostruire tutti i legami e i rapporti intercorsi con il mondo dell’attivismo anarchico. Insomma, nonostante le indagini siano ancora in corso per dare conferma alle ipotesi investigative, secondo la digos di Perugia e Terni i tre (e in particolare i due indagati) avrebbero svolto un’opera di propaganda ma anche partecipato a varie manifestazioni, tra cui proprio quella dello scorso primo maggio a Terni con lancio anche di oggetti incendiari. Gli accertamenti dei poliziotti sono volti a capire se stessero progettando qualche atto violento.

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