Cristina Donà regala un incontro
al pubblico del Rework di Perugia,
che ha contribuito al crowdfunding

Cristina Donà regala un incontro al pubblico del Rework di Perugia, che ha contribuito al crowdfunding
di Michele Bellucci
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Giovedì 2 Dicembre 2021, 08:40

PERUGIA - Domani tornerà a Perugia una delle cantautrici più originali della scena italiana, Cristina Donà, che regalerà al pubblico umbro un live molto particolare presentando i brani del suo ultimo lavoro deSidera (inizio alle 21.30). Non un concerto in senso stretto quanto piuttosto un incontro tra racconti e canzoni, che verrà offerto al Rework Club di Sant’Andrea delle Fratte come riconoscimento per aver partecipato al crowdfunding che ha reso possibile la realizzazione dell’album; infatti l’album, che uscirà ufficialmente proprio domani, è stato al centro di una campagna che ha permesso ai fan dell’artista di contribuire fattivamente diventandone di fatto produttori. Sul palco ci sarà Saverio Lanza, produttore e coautore, mentre a moderare l’incontro sarà il cantautore perugino Emiliano Pinacoli.

Cristina Donà sono passati sette anni dall’uscita del suo ultimo disco di inediti: come l’ha cambiata ciò che è successo nel frattempo?
Sembra veramente un altro mondo! Io ho ereditato da mia mamma, purtroppo scomparsa da poco tempo, una capacità di adattamento che trovo molto preziosa. Significa che dopo uno smarrimento iniziale cerco sempre di trovare una via d’uscita. Credo che questo faccia parte anche del mio percorso artistico.

I brani di deSidera sono però stati scritti prima della pandemia…
Sì, ma al di là del fatto che non sapevamo che poi sarebbe arrivato un virus, il modo in cui ci siamo trovati a vivere era già sintomatico. Mi riferisco per esempio alla strana frenesia che soffriamo, siamo in perenne rincorsa di noi stessi. È un mio personale disagio e lo racconto nell’album.

Quindi è un album molto legato ai nostri tempi?
Guardandomi indietro vedo uno spartiacque, come penso sarà per tutti, tra il presente e l’epoca pre-pandemia. Ma la società sulla quale si è abbattuto il virus resta comunque il tema su cui riflettere. Penso allo spaesamento che ho vissuto quando tutto è ripartito: perché la velocità era addirittura maggiore rispetto a quando è arrivato il virus!

Quindi l’album è un inno al cambiamento?
In un certo senso. Continuo a immaginare che ci sia qualcuno che ha voglia di cambiare e presentare soluzioni interessanti. Nel nostro presente è tutto comodo e apparentemente più facile, ma il lungo flash che abbiamo vissuto ci ha mostrato che non è esattamente così. Io ho passato il primo lockdown in Val Seriana ed è stato particolarmente drammatico e faticoso. Ora però stiamo vedendo le conseguenze indirette ed è triste accorgersi che abbiamo perso un’occasione, quella di cercare un altro modo di fare le cose. Abbiamo sognato un altro modo di vivere ma evidentemente l’economia mondiale ha ragioni diverse.

Come è nata l’idea del crowdfunding?
È nata da un’analisi fatta con Gianni Cicchi, fondatore di Diaframma e CSI, una persona con una visuale decisamente ampia. E con Saverio Lanza, che è anche il produttore del disco. Ci siamo resi conto che in questo momento la discografia soffre budget molto bassi mentre affidare la produzione esecutiva a qualcuno fa perdere la proprietà della propria opera. Da ormai dieci anni ho deciso di volermi tenere la proprietà del master. Quindi non abbiamo praticamente neppure considerato altre strade, abbiamo deciso di affrontare questo processo consapevoli che fosse molto complesso.

L’esperienza è stata positiva?
La risposta è stata incredibile, con una partecipazione e dimostrazioni di affetto sopra le aspettative. Io ho fatto del mio meglio, ma era pur sempre una scommessa. Una scommessa necessaria e siamo stati premiati!

Come sono stati premiati anche i suoi fan…
Beh, tra le varie ricompense c’era anche quella di ospitare l’incontro che faremo al Rework! Dovevo venire questa estate ma purtroppo abbiamo dovuto rimandare. Per fortuna l’occasione è arrivata a fagiolo e sono molto felice che il giorno dell’uscita dell’album sarò proprio al Rework. Tra l’altro è l’ultimo di questo ciclo di incontri!

Può svelarci qualcosa di quel che accadrà?
Quello che succederà è in parte imprevedibile. Ci sarà una parte di intervista, che condivideremo con qualcuno che mi conosce e farà da moderatore a questa chiacchierata. Io e Saverio suoneremo una buona parte delle canzoni del nuovo disco ma anche brani del passato. Del resto c’è una relazione tra tutte le mie composizioni e a me piace mescolare le carte!

Il pubblico avrà l’occasione di dialogare con lei?
Beh, soprattutto nella seconda parte andremo a braccio assecondando gli umori e le curiosità del pubblico. Oltre alle canzoni racconteremo anche il dietro le quinte delle canzoni. Mi riferisco anche a quelle del passato. Vorrei che le persone andassero a casa riportando con sé qualcosa a cui sono particolarmente affezionati.

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