«Il Comune di Perugia venga a vedere come si muore su questa strada»

La strada di Lacugnano
di Egle Priolo
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Giovedì 25 Giugno 2020, 13:04
PERUGIA - «Mancano i marciapiedi, la segnaletica orizzontale e soprattutto l'adeguamento di una strada di più di trenta anni fa al traffico attuale. Dove una via di collegamento tra quartieri è diventata un'arteria principale della viabilità in città».

Sono arrabbiati i residenti di Lacugnano, anche da prima dell'incidente in cui sabato scorso ha perso la vita il 30enne Alessandro Pedetti e il frontale per cui martedì è finita in rianimazione una donna di 59 anni. Due scontri drammatici in soli quattro giorni, lungo la strada Lacugnana che collega Olmo a San Sisto. Una strada tra case basse e campi sul dorso della collina costruita negli anni Ottanta, quando i centri commerciali di nuova attrazione non c'erano e non richiamavano tutto il traffico di oggi. Soprattutto quando ci sono lavori in superstrada e la via interna appare a molti la più scorrevole. Nonostante le buche, nonostante la carreggiata stretta e i dissuasori ormai lisi.
È per questo che i residenti hanno lanciato una raccolta firme: capeggiati da un volenteroso Alberto Antonielli in due giorni hanno trovato oltre duecento adesioni. Per chiedere al Comune un passo avanti per la sicurezza. «Non c'è tempo da perdere», è lo slogan di Antonielli, che solo due giorni prima del mortale aveva fatto un reportage in scooter per la pagina Facebook Tele Lacugnano per denunciare lo stato di quei 3 chilometri. «I cittadini di Lacugnano durante il lockdown si sono ritrovati tutti i giorni sul balcone per farsi coraggio. Ora vogliamo usare questa forza per fare qualcosa di utile, indispensabile. Occorre sistemare la strada», è l'inizio del testo che accompagna la petizione a cui stanno lavorando le quattro associazioni della zona: il circolo Arci Toriscal, il centro anziani La Chiocciola, il gruppo Avis e Viviamo Lacugnano. «Chiediamo più attenzione e che si ascoltino anche le nostre proposte – conferma Antonielli – Pure sulla mancanza di marciapiedi per chi sostiene l'ambiente andando verso la zona commerciale senza vetture e rischia di essere investito a ogni passeggiata. Porteremo le firme in Comune, ma vorremmo che fosse il Comune a venire qui a rendersi conto dei pericoli su questa strada. Ci sono stati tanti incidenti, magari risolti solo con un Cid, e non solo quelli drammatici degli ultimi giorni. Colpa delle linee di mezzeria che non ci sono più, del limite di 50 chilometri orari spesso non rispettato, delle buche. E dopo tanti anni, ormai è giusto e doveroso mettere questa nostra strada in sicurezza».
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