Giancarlo Magalli: «Il mio programma non va in onda. Programmazione Rai schizzofrenica»

Il presentatore romano conduce la nuova trasmissione "Una parola di troppo"

Giancarlo Magalli: «Il mio programma non va in onda. Programmazione schizzofrenica». Poi le scuse
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Sabato 27 Novembre 2021, 15:47 - Ultimo aggiornamento: 29 Novembre, 00:35

«Non ho mai visto in 40 anni una programazione così schizzofrenica», così Giancarlo Magalli in un post Facebook lamenta ila riprogrammazione della sua trasmissione su Rai2, che non è stato mandato in onda come da accordo con la rete.

Giancarlo Magalli, il passo indietro «Non c'è alcun attacco»

Il conduttore di 'Una parola di troppo' dopo lo sfogo ha però voluto chiarire le intenzioni dietro le sue parole: «Non c'è alcun attacco alla Rai, ho solo fatto un post su Facebook per scusarmi con i tanti telespettatori che mi scrivono chiedendomi i motivi delle frequenti cancellazioni del programma. Qualcuno doveva pur farlo», ha spiegato all'Adnkronos.

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«È la solita vicenda che viene ingigantita, allargata, da vari siti che vogliono fare sensazionalismo - dice Magalli - Non ho nulla contro la Rai, anzi. Invece di 'schizofrenica' avrei potuto dire 'fantasiosa' - osserva - ma non sarebbe cambiato nulla». Perché 'fantasiosa'? 'Una parola di troppo' è «un programma - spiega il conduttore - nato per andare in onda cinque giorni a settimana per 30 puntate, da ottobre a dicembre. Questo era l'accordo che avevo con il direttore di Rai2 Ludovico Di Meo. E così avrebbe funzionato negli ascolti, perché è un programma che piace e che quando viene trasmesso con continuità, fa il 4%, uno share che in quella fascia oraria (dalle 17:15 alle 18:00 su Rai2) è molto buono. Poi però i giorni sono diventati quattro perché il venerdì ce l'hanno tolto per trasmettere un altro programma, poi diventano tre o due perché un giorno c'è il volley, un altro il calcio, un altro ancora la diretta dalla Camera o dal Senato. È chiaro che la Rai può decidere di mandare in onda quello che vuole, ma con queste continue sospensioni non si riesce a creare l'affezione che è alla base dei risultati di ascolto di un programma. E quindi la settimana successiva, quando torniamo in onda, partiamo dal 2 o 3%...».

Magalli chiarisce che le 30 puntate «si faranno tutte, avremo anche uno speciale Telethon, ma il programma avrebbe meritato di andare in onda con regolarità, senza tutte queste sospensioni per fare spazio ad altre cose, molte delle quali - osserva - non si capisce perché non siano andate sui canali dedicati, senza togliere spazio a un programma che alla gente piace molto, per il quale ho ricevuto solo lodi, lo guardano tutti e giocano da casa in famiglia. Ecco perché ho fatto quel post, solo per scusarmi con i telespettatori. Poi alcuni siti lo hanno 'sensazionalizzato' scrivendo che io attaccavo la Rai. Tutte fesserie, non attacco proprio nessuno. Ho solo evidenziato un problema di continuità della programmazione che un pò ci ha danneggiato», conclude il conduttore.

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