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Suburra, il videogioco: arriva il crimine in realtà aumentata

Suburra, il videogioco: arriva il crimine in realtà aumentata
di Ilaria Ravarino
3 Minuti di Lettura
Giovedì 21 Marzo 2019, 14:57

Le serie originals, i film originals. E adesso, finalmente, anche i videogiochi originals. 

Succede in Italia, paese scelto da Netflix per una piccola sperimentazione tentata, fino ad ora, solo con il cult Stranger Things: accompagnare l’uscita della seconda stagione della serieSuburra con un videogioco “vero”, Suburra The Game, disponibile per mobile (Android e Apple) in quattro parti. “Scommettere sul videogioco è conveniente per tutti - riflette Francesco Bernabei di Monogrid, la casa di produzione digitale del gruppo Cattleya che ha sviluppato il gioco - ci vogliono otto mesi per realizzarlo, ma costa meno di uno spot da 30 secondi”. 



Diviso in capitoli (“Ambizione”, “Umanità”, “Desiderio”, “Determinazione”) e collocato temporalmente tra la prima e la seconda stagione, Suburra The Game trasporta il giocatore nel mondo della serie, con tanto di mappa di Roma con location “sensibili” (un bordello a Tor Bella Monaca, un bar malfamato a Stazione Termini, e ancora Ostia, Piazza Vittorio, Torvergata, il centro storico...) lasciandogli impersonare di volta in volta i tre giovani protagonisti Aureliano, Spadino e Lele. L’obiettivo: risolvere, con un gameplay misto tra il punta e clicca, il gestionale e l’arcade, una missione collegata alla trama della serie ma indipendente, che coinvolge - e non poteva essere altrimenti - un prete, delle prostitute e una misteriosa valigetta piena di denaro. Alta la qualità dei dialoghi presenti nel videogioco, in linea per tono, linguaggio e colore con gli scambi verbali della serie, grazie al lavoro “realizzato fianco a fianco con il team editoriale di Suburra 2”. 

Poche le richieste avanzate da Netflix, che non ha collaborato finanziariamente al prodotto limitandosi a una supervisione generale: “Ci hanno vietato di fare spoiler - ha detto Bernabei - e hanno chiesto di fare attenzione al linguaggio visivo. Non volevano che fosse troppo crudo, violento ed esplicito”. Da qui dunque la decisione di optare per uno stile grafico particolare, quasi stilizzato, in cui il sangue non compare mai “nonostante ci siano più scazzottate che nella serie”. Controllato anche il rapporto dei personaggi con le droghe: se pure è possibile fin da subito trovare marijuana e cocaina nel corso della partita, il gioco non permette mai di “consumarle” liberamente. E nonostante tutto, Suburra The Game viene considerato adatto, secondo la valutazione europea Pegi, solo ai maggiori di 18 anni.

Subito nella top 10 delle app più scaricate su App Store, il gioco “si concluderà in Vaticano” e prevede l’uscita totale di quattro capitoli: in arrivo a giorni la terza parte, la prima con un extra in realtà aumentata. “Dal terzo capitolo in poi si potranno gestire i dialoghi in AR, proiettando cioè i personaggi del gioco direttamente davanti a noi, nel mondo reale”. 

Suburra arriva, insomma, nel salotto di casa. Più reale che mai.

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