Euro2020, Vialli a Londra: una finale fatta in casa

Mancini e Vialli
di Ugo Trani
4 Minuti di Lettura
Sabato 10 Luglio 2021, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 09:03

l brindisi a Coverciano per i suo 57 anni, tra gli azzurri e con il gemello Roberto Mancini che adesso bisogna chiamare ct. Anche il centro tecnico federale sotto la collina di Fiesole è da tempo la casa di Gianluca Vialli da Cremona. L’ha frequentata da giocatore prima di diventare capodelegazione. Come a Bogliasco, fuori Genova e in direzione sud, football ranch della Sampdoria di Mantovani. Ma il suo vero rifugio è qui, a Londra, la città in cui domani l’Italia sarà finalmente in prima pagina, finalista con Matteo Berrettini a Wimbledon e con la Nazionale a Wembley. E per far capire di che legame stiamo parlando, basta tornare indietro e contare le stagioni: in blucerchiato l’ex centravanti si fermò per otto, qui è arrivato addirittura nel 1996. Sono 25 anni, dunque, il triplo del suo soggiorno in Liguria, dove ancora lo vorrebbero presidente al posto di Massimo Ferrero.

SCELTA DEFINITIVA
Vialli, però, si sposterebbe solo temporaneamente in Italia o in altri paesi, da turista o da dirigente, come sta accadendo in queste settimane. La sua vita è Londra. Qui abita con la moglie Cathryn White-Cooper, sposata nel 2003, e le figlie Olivia e Sofia. «Adoro il senso di libertà che si respira, e la civiltà. Qui faccio la coda senza che nessuno mi passi avanti, ho politici che si dimettono, un sistema scolastico eccezionale per le mie due bambine e tanto sport da fare e vedere» è la sintesi del suo pensiero che ha più volte messo in piazza per spiegare la sua decisione di traslocare nella City. Arrivò per giocare nel Chelsea e vinse subito la Coppa d’Inghilterra. Diventò dopo un anno e mezzo player manager, prendendo il posto del dimissionario Ruud Gullit, e alzò anche la Coppa di Lega e la Coppa delle Coppe. Qualche mese dopo pure la Supercoppa europea contro il Real. Doppio ruolo che lo ha incoronato nel quartiere chic di Londra. Lo sanno bene al ristorante San Lorenzo in Beauchamp Place, traversa di Brompton Road che è la via di Harrods, icona dello shopping. Il locale momentaneamente chiuso è stato sempre il ritrovo di vip dello spettacolo e dello sport. Solo l’allenatore-giocatore ha però avuto il piatto con dedica, gli spaghetti alla Vialli che per la verità poi ogni cliente riadattava a secondo dei gusti.

LOCATION PREFERITA
«É da un po’ che non lo vedo, ha altro da fare... Meno male» scherza Francesco, maitre tifosissimo che è sbarcato dal Golfo di Oristano e che lavora in uno dei ristoranti che si affacciano sul Tamigi. È qui che, comunque, si presenta Gianluca quando ha voglia di pranzare all’aperto, con alle spalle la Battersea Power Station, la centrale termoelettrica dismessa (due ciminiere sono sulla copertina dell’album Animals dei Pink Flyd). La zona è stata da poco riqualificata. «Vialli vene spesso qui, soprattutto con le figlie» chiarisce uno dei manager di Fiume, l’attuale ristorante in cui, sempre in Centre West Village, Gianluca porta la famiglia e gli amici che lo vengono a trovare dall’Italia. L’omaggio del cuoco italiano è la pinsa alla Vialli. Condimento in stile margherita con pomodoro e mozzarella che, con abbondanza di basilico, impiattano con la voglia di sventolare il tricolore. Il percorso di Gianluca, ormai da anni, è sempre lo stesso. Esce di casa, dalla sua palazzina terra cielo che si affaccia su Old Church Steet, strada che attraversa Kings Road. Non è zona qualsiasi, ma il quartiere reale di Kensington e Chelsea. Da lì si sposta a Battersea Park. Dove corre, quando ha voglia di fare sport. O dove cammina, a poco più di un chilometro dal Palazzo di Westminster, fino ad arrivare dal lato opposto per affacciarsi sul Tamigi. E dove si ferma per pranzare o cenare, davanti a Wandsworth Bridge. Senza commuoversi, però, come ha fatto a Coverciano quando ha letto su Twitter il testo scritto dal Mancio: «Tanti auguri bomber e fratellino. Un giorno ideale per il compleanno. Happy Birthday bro». La foto postata è doppia. Abbraccio da giocatori sampdoriani e quello del 26 giugno a Wembley dopo il successo dell’Italia ai quarti contro l’Austria. Il terzo è il più atteso, quello finale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA