L'Udinese spreca, Favilli fa felice il Verona

Domenica 27 Settembre 2020 di Matteo Sorio
VERONA Tormentato da guai muscolari per tutta la scorsa stagione, il primo graffio in A di Andrea Favilli, 23 anni, in prestito dal Genoa all’Hellas, è un castigo biecamente cinico per l’Udinese di Gotti. I 191 centimetri dell’attaccante di Juric, entrato per un Di Carmine rimpicciolito da De Maio, sono stati l’unico antidoto a un’Udinese fisicamente dominante. Due traverse (Becao, Samir), tre ghiottonerie non capitalizzate da Lasagna, una percussione centrale di De Paul sventata da Silvestri, l’elenco di volte in cui l’Udinese è arrivata a due passi dall’esultare è un piccolo papiro. A stenderlo si ottiene la prova provata della superiorità bianconera. Senza il suo regista, Walace, l’Udinese del Bentegodi si è messa nelle mani di De Paul, arretrato e spesso bravo a uscire dalla pressione di Veloso. Sugli esterni di Juric, Gotti ha imposto molti raddoppi approfittando della linea difensiva a cinque. A differenza dell’esordio con la Roma, poi, il Verona non ha trovato in Tameze l’alter ego del vecchio Amrabat, oggi cardine della Fiorentina. Era il 13’ del secondo tempo e Favilli approfittava di una dormita friulana, con rimpallo favorevole accluso, per punire Musso. Prima e dopo, tanta Udinese e un Verona appeso soprattutto alle fiammate di Zaccagni. Verrebbe da vederci la mano degli dei del calcio, sopra questo Hellas che peraltro, timbrando ancora bottino pieno, sale all'attico della classifica dopo il 3-0 a tavolino del primo turno. Non fosse che l’Udinese, le sue chance, non le ha sapute trasformare in scontrino di cassa: è l’unico appunto che si può muovere a Okaka (un pilone e poco altro con la palla) e soci. Ultima nota per l’arbitro, Volpi di Arezzo: ha diretto all’inglese e l’ha fatto con coerenza.  

 

 

 

 
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